Svolta Campli: "Il Comune sopravvive ed i numeri preoccupano"

Si registrano 9,4 mln. di anticipazioni e ci sono ritardi nei pagamenti: Agostinelli chiarirà?

- La Redazione

Svolta Campli: "Il Comune sopravvive ed i numeri preoccupano"

CAMPLI - In attesa del rendiconto 2025, i numeri del 2024 parlano da soli: cassa azzerata, debito verso la banca tesoriera, fornitori pagati in ritardo e — per ammissione dello stesso Sindaco — IVA non versata allo Stato. Ai racconti rispondiamo con i dati.

Mentre il Comune di Campli fa attendere — ancora una volta — l'approvazione del rendiconto della gestione 2025, vale la pena fermarsi sui numeri di quello del 2024. Numeri pesanti, in più punti imbarazzanti. E sono numeri, non opinioni: ai racconti fantasiosi del Sindaco noi rispondiamo con i dati ufficiali, quelli scritti nel bilancio approvato dalla sua stessa maggioranza.
Al 31 dicembre 2024 nelle casse del Comune restavano 10.921 euro. Non diecimila euro per coprire una spesa: diecimila euro in tutto, per un ente che movimenta milioni. E non è un incidente isolato: al 31 gennaio 2026 la cassa del Comune, secondo i dati SIOPE, era addirittura pari a zero.
Per arrivare anche solo a quei diecimila euro, il Comune ha dovuto attingere per l'intero anno all'anticipazione di tesoreria — i soldi anticipati dalla banca — movimentando complessivamente 9,4 milioni di euro. Denaro preso e restituito, preso e restituito, in un ciclo continuo: la fotografia di un ente privo di liquidità propria, che galleggia sul credito bancario.
Con un dettaglio che pesa come un macigno: di quei prestiti, 1,92 milioni di euro non sono stati restituiti entro fine anno e sono stati trascinati sul 2025. Nel 2023 questa cifra era pari a zero. In dodici mesi siamo passati da zero a quasi due milioni di debito verso la banca tesoriera.
Non lo diciamo noi. Lo scrive la Corte dei conti nella deliberazione n. 57/2026/PRSE: la mancata restituzione dell'anticipazione è "sintomo evidente di seria carenza di liquidità" e "compromette l'equilibrio finanziario dell'ente". Più chiaro di così, è difficile.

C'è poi un terzo dato che chiude il cerchio e tocca direttamente cittadini e imprese: i tempi di pagamento. Il Comune di Campli salda i propri fornitori con un ritardo medio di 99 giorni oltre la scadenza di legge. Tradotto: l'impresa, l'artigiano, il professionista del territorio che lavora per il Comune aspetta più di tre mesi oltre il dovuto per essere pagato. In un tessuto economico fragile come il nostro, è un peso che ricade su chi quei servizi li ha già resi.
E non sono soltanto i fornitori a restare in attesa. Il Comune non ha versato allo Stato l'IVA dovuta: a riconoscerlo è stato lo stesso Sindaco. Un ente talmente a corto di liquidità da non pagare nemmeno il fisco. Anche qui, a dirlo non è l'opposizione: è chi guida l'Amministrazione.

Di fronte a questo quadro, la maggioranza ha due sole strade: spiegare ai cittadini come intende invertire la rotta, oppure continuare a far finta di nulla — come ha fatto finora, approvando i rendiconti con sistematico ritardo e lasciando che sia la Corte dei conti, anno dopo anno, a mettere in fila le criticità dei propri conti.
Quando persino chi amministra ammette che il Comune non riesce a versare l'IVA allo Stato, i racconti rassicuranti non bastano più. Chiediamo che il Sindaco e la Giunta vengano in Consiglio a rispondere, nero su bianco, di quattro cose: come intendono ricostituire una cassa ridotta a zero; quanto è costato ai cittadini, in interessi passivi, il ricorso continuo all'anticipazione di tesoreria; quando inizieranno a pagare i fornitori nei tempi che la legge impone a tutti; e quando, e con quali risorse, sarà saldato il debito IVA verso lo Stato.
I cittadini di Campli meritano un'Amministrazione che governi i soldi pubblici, non che li insegua. - Gruppo consiliare "Svolta, Campli!" -