Svolta Campli: adesso è agli atti il disavanzo di € 6.616.880

Si chiedeva la rinuncia alle indennità ed ai gettoni: non lo farà nessuno!

- Walter Cori

Svolta Campli: adesso è agli atti il disavanzo di € 6.616.880

CAMPLI - Non è una cifra nostra. È la lettera E del prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione allegato al rendiconto 2025 approvato oggi dalla maggioranza.

Quel disavanzo adesso va ripianato, e per quanti anni non lo decide la politica. Lo stabilisce l'articolo 243-bis del Testo unico degli enti locali, in base al rapporto tra le passività da ripianare e la spesa corrente impegnata nell'ultimo rendiconto.

Sarebbe stato il momento di un gesto. Avevamo depositato un ordine del giorno che chiedeva una cosa sola, e la chiedeva prima di tutto a noi stessi: la rinuncia volontaria alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza da parte di chi votava il rendiconto e la procedura di riequilibrio. La maggioranza lo ha respinto integralmente.

Abbiamo ascoltato, in aula, il tentativo di spalmare la responsabilità sugli uffici e sulle amministrazioni che c'erano prima. È un tentativo con le gambe corte. Gli uffici eseguono, la politica decide, indirizza e controlla. Chi governa questo Comune lo fa da dodici anni, prima con la delega al bilancio e poi da sindaco, tenendo per sé bilancio, personale e lavori pubblici.

Si è detto anche che a produrre questi numeri sarebbe stato il cambio delle regole contabili. Non regge, e per una ragione elementare: quelle regole sono le stesse per tutti gli ottomila comuni italiani, entrate in vigore per tutti nello stesso giorno, e l'armonizzazione dei bilanci si applica integralmente dal 2015. Undici anni. Una regola in vigore da undici anni non spiega un disavanzo che compare nel 2025. Non sono cambiate le regole nel 2025. È cambiato che nel 2025 qualcuno le ha finalmente applicate.

Noi non abbiamo giocato al tanto peggio tanto meglio. Sulla procedura di riequilibrio non abbiamo fatto ostruzione, perché il dissesto lo pagherebbero i camplesi e non chi lo ha prodotto. Ma da qui in avanti pretendiamo che il Consiglio veda ciò che finora non gli è stato mostrato. Il piano deve tornare in aula entro novanta giorni perentori, pena il dissesto.

E chiediamo che ai cittadini si dica prima, non dopo, che cosa significa quel piano nella vita quotidiana: aliquote e tariffe portate alla misura massima consentita, taglio dei trasferimenti, taglio della spesa per beni e servizi, blocco dell'indebitamento. In lingua corrente, più tasse e meno servizi, per una intera stagione amministrativa. Non lo diciamo per spaventare nessuno. Lo diciamo perché è scritto nella legge che la maggioranza ha invocato oggi, e perché tra qualche anno nessuno possa dire che non era stato avvertito.

I numeri sono pazienti. Non dimenticano, non perdonano, e alla fine presentano il conto. Oggi il conto è arrivato. Il nostro lavoro, da domani, è fare in modo che a pagarlo non siano soltanto i camplesi - Svolta Campli -