Stellantis, chiuso il contratto di solidarietà per lo stabilimento di Atessa
Uil: raggiunto un importante obiettivo sindacale, ora l'attenzione si concentra sulle numerose imprese dell’indotto
- La Redazione
ATESSA – “La chiusura del contratto di solidarietà nella fabbrica Stellantis di Atessa, che avverrà formalmente nella giornata di domani, rappresenta il raggiungimento di un importante obiettivo sindacale. Si tratta di un risultato reso possibile dalla ripresa della produzione del Ducato, nonché dall’azione sindacale svolta in questi anni, attraverso il costante confronto con l’azienda sui piani industriali e la definizione di percorsi di uscite volontarie incentivate, che hanno consentito dapprima di ridurre e oggi di eliminare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Inoltre, dal confronto svolto poche settimane fa con Stellantis è ormai ufficiale che lo stabilimento di Atessa produrrà, a partire dalla fine del 2029, anche la nuova generazione del Ducato, assicurando così una importante prospettiva industriale di lungo periodo”. Lo dichiarano Gianluca Ficco segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, Michele Lombardo segretario generale della Uil Abruzzo e Nicola Manzi segretario generale della Uilm Chieti-Pescara, in occasione del Consiglio territoriale della Uilm Chieti-Pescara tenutosi nella mattinata ad Atessa.
“Ora come sindacato - sottolineano Ficco, Lombardo e Manzi - dovremo concentrare la massima attenzione sulle numerose imprese dell’indotto, poiché è proprio nella componentistica che si registrano oggi le situazioni più critiche. Chiediamo a Stellantis di esercitare fino in fondo la propria responsabilità sociale, affermando il principio secondo cui i lavoratori devono seguire le attività produttive. Ciò significa che, nei casi di cambio di appalto o di internalizzazione delle produzioni, i lavoratori non devono essere espulsi dal ciclo produttivo, ma devono poter continuare a operare sulle attività interessate. Allo stesso tempo chiediamo alle istituzioni, a tutti i livelli, di sostenere con decisione le imprese dell’automotive in questa fase di trasformazione, mettendo a disposizione strumenti straordinari, dagli ammortizzatori sociali privi degli ordinari costi e limiti temporali fino ai fondi destinati alla ricerca, all’innovazione e alla diversificazione produttiva”.
“Sul futuro di Atessa e dell’intero distretto dell’automotive - concludono Ficco, Lombardo e Manzi - incombe tuttavia la spada di Damocle della normativa europea sulle emissioni, in particolare a partire dalla data tagliola del 2030. Il sistema delle multe rischia di avere sui veicoli commerciali effetti perfino più pericolosi che sulle autovetture. Per questo è indispensabile esercitare la massima pressione affinché la normativa europea venga rivista, con un approccio più pragmatico, capace di coniugare una tutela dell’ambiente effettiva con la salvaguardia dell’industria e dell’occupazione. Occorre affermare i principi della neutralità tecnologica e della libertà di scelta del consumatore. In caso di mancata modifica della normativa europea, anche il settore dei veicoli commerciali leggeri, sul quale si concentra l’attività dello stabilimento Stellantis di Atessa e dell’intero distretto industriale ad esso collegato, potrebbe subire conseguenze estremamente gravi”.