Stalking a Sulmona, coordinamento codice rosso: proteggere prima che sia tardi
Il Coordinamento Codice Rosso: “Non aspettiamo che accada l’irreparabile”.
- La Redazione
TERAMO - Da oltre un anno una donna denuncia una situazione di presunta persecuzione e chiede protezione.
A Sulmona emerge una vicenda che richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di garantire una risposta tempestiva alle persone che denunciano episodi di stalking e di garantire loro concrete condizioni di sicurezza.
Secondo quanto riferito dalla vittima nelle denunce presentate alle autorità competenti, da oltre un anno la donna sarebbe stata oggetto di reiterati comportamenti persecutori da parte di un vicino di casa, anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, tra cui un drone, che avrebbero alimentato nella vittima una costante condizione di paura e di pressione.
La donna, che avrebbe più volte segnalato e denunciato la situazione, avrebbe ottenuto inizialmente un provvedimento di allontanamento, anche dalla dimora. Successivamente, secondo quanto riferito, l’uomo sarebbe rientrato nella precedente abitazione e i comportamenti denunciati sarebbero proseguiti.
A fronte di ulteriori denunce presentate dalla donna, permane oggi la sua preoccupazione per la propria sicurezza e per l’assenza, allo stato, di ulteriori misure di protezione che possano concretamente tutelarla, qualora ne ricorrano i presupposti di legge.
“Chi subisce stalking vive spesso nel terrore che la persecuzione possa trasformarsi in qualcosa di ancora più grave – dichiara Adele Di Rocco, Presidente del Coordinamento Codice Rosso –. Non possiamo permettere che una vittima sia costretta a denunciare più volte prima di sentirsi realmente protetta. La denuncia deve rappresentare l’inizio di un percorso di tutela, non una nuova attesa”.
Lo stalking non è una semplice molestia. È una condotta persecutoria che può incidere profondamente sulla vita, sulla libertà e sulla sicurezza della persona che la subisce.
Gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento esistono: dall’allontanamento al divieto di avvicinamento e, nei casi e alle condizioni previste dalla legge, anche attraverso strumenti di controllo elettronico.
Il punto fondamentale è che la protezione deve essere tempestiva ed effettiva, naturalmente nel rispetto delle valutazioni dell’autorità giudiziaria e dei presupposti previsti dalla legge.
“Non chiediamo scorciatoie e non chiediamo condanne preventive – prosegue Di Rocco –. Chiediamo che ogni denuncia venga valutata con la massima attenzione e che, quando ne ricorrano i presupposti, vengano adottate senza ritardi le misure necessarie a proteggere la persona. Non dobbiamo aspettare che una minaccia diventi un’aggressione per renderci conto che quella vittima aveva bisogno di protezione”.
Il Coordinamento Codice Rosso rivolge pertanto un appello alle istituzioni e a tutti gli organi competenti affinché la situazione segnalata venga attentamente valutata e siano garantite alla donna, qualora ne sussistano i presupposti, tutte le misure di tutela previste dalla normativa vigente.
Chi denuncia deve essere ascoltato.
Chi è perseguitato deve essere protetto.
La prevenzione deve arrivare prima dell’emergenza.
Il Coordinamento Codice Rosso continuerà a stare dalla parte delle vittime, affinché nessuna persona debba arrivare a temere per la propria vita prima di essere realmente protetta.