Sociale: Santangelo, 3 milioni per interventi di reinserimento detenuti
Il nuovo programma sarà di fatto il Piano regionale triennale, destinato a disegnare tutte le azioni che in materia rieducativa e di reinserimento sociale i
- La Redazione
PESCARA - Un nuovo programma regionale per il reinserimento dei detenuti con progetti educativi e formativi. Lo ha annunciato l’assessore alle Politiche sociali, Roberto Santangelo, in apertura del Tavolo istituzionale in materia di educazione e reinserimento della popolazione carceraria. Il nuovo programma sarà di fatto il Piano regionale triennale, destinato a disegnare tutte le azioni che in materia rieducativa e di reinserimento sociale interesseranno i detenuti delle carceri abruzzesi. “Il Dipartimento della Formazione e delle Politiche sociali – ha annunciato Santangelo – sta lavorando all’elaborazione di una scheda di interventi da inserire nella programmazione FSE Plus della Regione Abruzzo. La scheda avrà una dotazione finanziaria complessiva di 3 milioni di euro, di cui 2,5 destinati alla popolazione carceraria adulta e 500 mila euro ai minori reclusi negli istituti penitenziali minorili. Si tratta di risorse certe che andranno a finanziare progetti e interventi con una precisa destinazione finale dei beneficiari”. La scheda FSE in fase di realizzazione conferma la linea intrapresa dall’assessorato alle Politiche sociali e alla Formazione di portare sul terreno della programmazione europea i problemi attuali in materia sociale. È accaduto con Vita Indipendente e si ripeterà con il reinserimento dei detenuti, problema urgente in Abruzzo in ragione anche della specificità degli istituti di pena presenti sul territorio. “In questo modo – ha aggiunto l’assessore Santangelo – la Regione mette a disposizione un atto di programmazione che farà da guida alle attività di reinserimento sociale. C’è poi anche un problema formativo, che ha evidenziato il Tavolo di confronto istituzionale e che contiamo di affrontare sempre con le risorse del programma di coesione europeo, vista la necessità di dotare il detenuto che ha scontato la pena o che può fruire di misure alternative di nuovo competenze in ragione dei cambiamenti del mercato del lavoro”.