Sistema idrico, cambiata la proposta della maggioranza

Marinelli e Paolucci: “Con il nostro intervento abbiamo difeso lavoratori, territori e gestione pubblica dell’acqua"

- Walter Cori

Sistema idrico, cambiata la proposta della maggioranza

L'AQUILA - “Esprimiamo soddisfazione per il lavoro svolto in Consiglio regionale sulla riforma del sistema idrico, perché la proposta iniziale della maggioranza esce dall’Aula profondamente modificata grazie al contributo e alle battaglie portate avanti dal Patto per l’Abruzzo e dal Partito Democratico. Siamo riusciti innanzitutto a ottenere garanzie importanti sulla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto idrico e a porre ulteriori garanzie su rappresentanza e operatività”, così il segretario regionale del PD Daniele Marinelli con il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci sulla legge varata dall’ultima seduta consiliare.

Durante le audizioni, i sindacati avevano espresso forti preoccupazioni sul destino occupazionale del personale delle società di gestione, paventando anche possibili riduzioni degli organici. Le modifiche introdotte vanno invece nella direzione opposta: salvaguardare i livelli occupazionali, garantire continuità lavorativa e tutelare le professionalità oggi impegnate nel servizio idrico integrato – spiegano gli esponenti Dem –. Abbiamo inoltre rafforzato la rappresentanza dei territori e delle autonomie locali. Consideriamo molto importante l’inserimento del parere del CAL e l’eliminazione della soglia di sbarramento che avrebbe penalizzato i comuni sotto i 3 mila abitanti, marginalizzando aree interne e piccoli centri.

Questo risultato nasce anche dal metodo politico che il Partito Democratico ha scelto di adottare e rafforzare con il Congresso delle Idee: il confronto costante con i territori, con gli amministratori, con le parti sociali e con le comunità locali. È uno spirito che abbiamo portato dentro questa discussione e che dimostra come ascolto, partecipazione e condivisione rendano più forti e più efficaci le scelte istituzionali.

La proposta Sospiri cambia radicalmente impostazione: si passa da una scelta politica priva di un vero piano industriale per i due sub-ambiti a un percorso subordinato alle valutazioni dell’ERSI. Una modifica sostanziale che va nella direzione di consentire l’affidamento in house del servizio e di preservare il sistema idrico regionale dall’ingresso dei privati. Su questo saremo chiarissimi e vigileremo con la massima determinazione: la gestione dell’acqua deve restare totalmente pubblica. Dopo il voto odierno del Consiglio regionale, la discussione tornerà nella Commissione competente che, acquisita la proposta dell’ERSI, dovrà esprimere un parere obbligatorio per arrivare a una definizione degli ambiti il più possibile condivisa e coerente con le esigenze dei cittadini e dei territori. Restiamo mobilitati perché questa riforma garantisca investimenti adeguati, tutela dell’occupazione ed equilibrio tariffario, evitando aumenti dei costi a carico degli utenti.

Serve una governance capace di razionalizzare e rendere più efficiente il sistema idrico regionale, senza interrompere il rapporto con le comunità locali e con le aree interne. Le economie di scala e la riorganizzazione del servizio devono tradursi esclusivamente in vantaggi concreti per cittadini e utenti, migliorando qualità del servizio, investimenti e capacità di risposta ai bisogni dei territori”.