Sinistra Italiana: "Ad Atri c'è un metodo consolidato da circa 20 anni di governo"

In una lunga nota si evidenziano marcatamente "La città reale e quella delle propagande"

- Walter Cori

Sinistra Italiana: "Ad Atri c'è un metodo consolidato da circa 20 anni di governo"

ATRI - Negli ultimi giorni si sono susseguiti comunicati, analisi e ricostruzioni giornalistiche, che pur avendo genesi differenti, sono accomunate da un tratto comune: non sono tanto le affermazioni a colpire, quanto le tante omissioni. Il tentativo è, da una parte, quello di costruire una narrazione in cui il Sindaco coincide con Atri, la maggioranza coincide con la città e chiunque osi dissentire diventa automaticamente un nemico della comunità. Dall’altra, quello di proporre letture unilaterali e riduttive di dinamiche ben più ampie. 

Ancora una volta, invece di confrontarsi nel merito delle questioni poste da Sinistra Italiana, la maggioranza sceglie la strada della propaganda, della delegittimazione dell'avversario e dell'autoreferenzialità. Non è una novità. È un metodo consolidato dopo quasi vent'anni di governo cittadino. 

I comunicati diffusi in questi giorni non rispondono alle domande poste. Ci si avventura, addirittura, in riavvolgimenti temporali, richiamando amministrazioni di 30 anni fa, bypassando a piè pari gli ultimi 18 che hanno già lasciato alla città un disavanzo di 13 milioni di euro. Eh, sì, la parola magica che scompare e viene assorbita puntualmente da annunci e slogan di copertura. E più passano i mesi e più cresce una sensazione: non esiste una verità ufficiale dell'amministrazione Ferretti. Esistono molte versioni che si adattano all’occorrenza. 

Per anni ai cittadini è stato raccontato che il Comune aveva risanato i conti. Lo hanno scritto nel programma del 2018, dove, a pag. 3, sotto la voce Bilancio, si legge testualmente “Dopo 10 anni di amministrazione, ci si trova davanti a una situazione ben differente rispetto a quella del 2008, in cui il bilancio era disastrato. Diverse sono state le iniziative portate avanti per restituire alla cittadinanza un bilancio dignitoso, che merita, nonostante i difficili anni di crisi, le importanti contrazioni di spesa, le variazioni normative e le pesanti imposizioni fiscali apposte dal governo centrale. Questa amministrazione ha lavorato su una rotta ben definita per il recupero delle risorse: modificando l’assetto dei servizi, l’istituzione di un ufficio tributario in grado di operare un costante recupero dell’evasione, che non solo ha portato molti introiti all’ente, ma ha anche permesso di recuperare quote significative che hanno determinato l’aumento della base imponibile conseguente, creando le condizioni per la riduzione della tariffa per famiglie e imprese”. 

Lo hanno ribadito in quello del 2023, dove, pag. 7, sotto la voce Bilancio, si legge testualmente” Nel quinquennio l’Amministrazione ha raggiunto l’obiettivo di attuare una sana e attenta gestione del bilancio, nonostante la scarsa autonomia finanziaria degli Enti comunali e la sopravvenuta emergenza pandemica, attraverso la responsabilità di selezione delle priorità da perseguire e di scelte appropriate ed efficaci in ambito di politiche tariffarie preservando l’organizzazione ed erogazione dei servizi ai cittadini. Nel periodo 2018-2023 l’Ente Comunale ha migliorato sensibilmente la gestione di competenza, con riflessi positivi sul disavanzo che non ha comportato ulteriori quote di disavanzo da coprire, riuscendo, altresì, ad accedere in misura minore alle anticipazioni di tesoreria grazie all’attività politica virtuosa di contenimento della spesa soprattutto in termini di riduzione dei costi del personale, reso possibile dai numerosi pensionamenti ai quali sono succeduti minori assunzioni, e di razionalizzazione di diversi servizi quali asilo nido, trasporto scolastico, ecc.. “.

Infine, nella relazione di fine mandato anni 2018-2023, si legge “Dal 2018 oltre alla gestione ordinaria dell’IMU, della Tari e dei tributi minori e quella quotidiana delle affissioni, si è proceduto ad una importante e costante attività, realizzata con personale di bonifica delle banche dati IMU e TARI che hanno condotto al recupero di basi imponibili per accertamento e, il conseguente incremento delle basi a regime. in maniera sinergica e complementare a tali azioni è stata avviata l’attività di riscossione coattiva interna, con relativa assunzione di un ufficiale della riscossione che inizia a manifestare i benefici anche se ad oggi non è ancora a regime, anche a causa delle prolungate sospensioni delle procedure di riscossione imposte per legge, soprattutto nel periodo interessato dal Covid-19” e ancora” Nel corso del mandato non vi sono stati rilievi o segnalazioni negative all’attività amministrativo-contabile, ma ci si è limitati a opportunità di miglioramento comuni alle varie Aree e a suggerimenti ai Responsabili, attraverso l'analisi dei provvedimenti all'interno del gestionale in uso”. In sostanza, il messaggio era chiaro: i conti erano sotto controllo. Sono parole loro, non nostre. Poi è arrivata la Corte dei Conti. 

E da quel momento il racconto ha iniziato a cambiare. Prima ci è stato detto che non esisteva alcun dissesto. Poi che si trattava soltanto di un piano di riequilibrio. Successivamente, il disavanzo non era un debito, ma semplicemente il risultato di crediti non riscossi. Poi, il problema era che i cittadini non pagavano le tasse. Infine, le responsabilità andavano ricercate nelle amministrazioni precedenti.

A proposito di metafore canine, se di mastini vogliamo parlare, questo si chiama Commissario prefettizio. Eh, sì, perché è bastato uno sguardo terzo, una gestione terza e ops, tutta la melma è venuta a galla. 

È evidente, nonostante le omissioni, che esistono oggi due città. 

La prima è quella raccontata nei comunicati della maggioranza: una città nella quale tutto funziona, ogni scelta è giusta, ogni critica è strumentale e ogni responsabilità appartiene sempre agli altri. 

La seconda è la città reale. È la città silenziosa, composta da lavoratori, pensionati, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, giovani, famiglie. Persone che ogni mese pagano l'IMU, la TARI, l'IRPEF comunale e tutti gli altri tributi. Persone che rispettano le regole, mantengono con il proprio lavoro i servizi pubblici e chiedono soltanto che le istituzioni amministrino con serietà, trasparenza e rispetto.

La dignità di un cittadino non dipende dalla sua appartenenza politica, né dalla sua disponibilità a difendere ogni scelta dell'amministrazione. Dipende dal contributo concreto che offre alla comunità. Il cittadino è chi contribuisce quotidianamente alla vita della comunità, pagando regolarmente le tasse, rispettando le leggi, partecipando alla vita civile e pretendendo che il denaro pubblico venga amministrato nell'interesse generale

È proprio questa città silenziosa che oggi viene ignorata da una propaganda costruita per raccontare una realtà diversa da quella che molti cittadini vivono ogni giorno.

Esiste una parte della città che preferisce il silenzio perché non vuole entrare nelle polemiche, perché è impegnata a lavorare, a crescere i figli, ad assistere gli anziani, a mandare avanti un'attività, a rispettare i propri doveri civici. È quella parte della comunità che raramente compare nei comunicati trionfalistici, ma che rappresenta il cuore autentico di Atri.

Accanto a questa città esiste inevitabilmente anche chi sceglie di sostenere il potere per mera convenienza personale, chi considera il consenso uno strumento di interesse piuttosto che un'espressione libera della partecipazione democratica. 

C'è poi un altro aspetto che merita di essere chiarito.

Si torna ancora una volta a riproporre la narrazione del presunto "tradimento" nelle elezioni del 2024. È una ricostruzione comoda e profondamente parziale. Perché, come spesso accade, si racconta soltanto ciò che conviene raccontare e si omette tutto il resto. Innanzitutto, perché non si parte dal 2023? Perché non si ricorda che le elezioni comunali del 2023 si sono concluse con appena undici voti di scarto, il margine più esiguo della storia recente della città? Perché non si racconta ciò che è accaduto nei mesi successivi? Perché si continua a ignorare il dibattito politico che si è aperto dopo quella vicenda, nonostante sia stato ricostruito e documentato proprio per aiutare la città a comprendere quella stagione politica? Se davvero si vuole fare memoria, la memoria deve essere completa. Diversamente non è storia: è propaganda anche questa. Colpisce poi un'altra affermazione, secondo cui Sinistra Italiana sarebbe un semplice "surrogato del Partito Democratico". Anche questa è un'etichetta utile a evitare il confronto con la realtà. La realtà dice altro. Sinistra Italiana è una forza politica autonoma, con una propria identità, una propria elaborazione culturale e una propria linea politica. Tra i numerosi iscritti e militanti, la componente proveniente dal Partito Democratico rappresenta una minoranza assoluta. La gran parte delle persone che oggi costituiscono Sinistra Italiana ad Atri proviene da percorsi civici, ambientalisti, associativi della sinistra diffusa o da esperienze completamente diverse.

Ridurre tutto a una caricatura serve soltanto a delegittimare senza confrontarsi con le idee che porta.

Noi continuiamo a pensare che la politica debba fare esattamente il contrario: discutere dei fatti, assumersi le responsabilità delle proprie scelte e rispettare l'intelligenza dei cittadini, che non hanno bisogno di narrazioni costruite ad arte, né di prezzolate ricostruzioni, ma di verità, anche quando è scomoda.

Nessuno ha il monopolio della verità. Nessuno può arrogarsi il diritto di stabilire chi ami davvero Atri e chi, invece, debba essere considerato un corpo estraneo.

 Infine, imbarazzanti. Non esiste definizione più appropriata per i firmatari dei comunicati che si sono susseguiti in questi giorni. Loghi senza firme, e quando i nomi compaiono, ecco riemergere gli stessi protagonisti che fino a pochi anni fa non risparmiavano attacchi feroci contro quelli che oggi sono diventati i loro alleati. Un trasformismo politico che non passa inosservato.

Tra quei firmatari ci sono anche coloro che hanno contribuito a lasciare sulle spalle di ogni cittadino del nostro Comune un debito di 1.320 euro pro capite, nessuno escluso. Oggi impartiscono lezioni e diffondono comunicati, ma la memoria dei cittadini è più forte della propaganda. Sarebbe opportuno fare i conti con le proprie responsabilità. Quelle stesse responsabilità che la futura amministrazione dovrà avere nel gestire una situazione finanziaria disastrata e che si aggraverà dei mutui che sono stati sospesi per tre anni - SI circolo di Atri Il segretario Livio Nespoli -