Sicurezza, Verini e Padovani scrivono al Prefetto
Lettera aperta dei due consiglieri sull'incremento di forze dell'ordine per un maggiore controllo del territorio
- La Redazione
L'AQUILA - Oltre un anno fa, il Consiglio Comunale dell’Aquila ha votato la nostra proposta per chiedere l’adesione dell’Aquila al programma “strade sicure” attraverso cui avere sul territorio uno stanziamento di alcune unità dell’esercito, con funzioni di polizia, che migliorino il controllo del territorio, come avviene in tantissime città di Italia, con amministrazioni di destra e di sinistra. Approvata la mozione sappiamo che la procedura è la seguente:
Il Comune trasmette al Prefetto la volontà della massima assise comunale che rappresenta la volontà della città. Il Prefetto effettua l’istruttoria esaminando la richiesta del Comune; può acquisire il parere tecnico del Questore e delle Forze di Polizia sulla situazione di sicurezza pubblica e, alla fine della procedura valuta se la richiesta è motivata; nel caso che non la ritenga tale, a nostro parere deve assumersi l’impegno morale di spiegare alla comunità i motivi; se invece ritiene che possa esser dato seguito all’istanza, la trasmette al Ministero dell’Interno, che valuta l’inserimento del Comune nel programma. Il Ministero dell’Interno e della Difesa arriva alla decisione finale; l’approvazione avviene tramite decreto interministeriale che dispone l’impiego dei militari e ne definisce i compiti e la durata.
A questo punto c’è l’esecuzione operativa e la palla torna al duo Questore - Prefetto che organizzano il tutto. Ebbene, ad un anno dalla votazione in Consiglio, ci è stato detto che il Comune ha proceduto a trasmettere in Prefettura copia della delibera votata ma nulla sappiamo rispetto all’attivazione dell’istruttoria del Prefetto e, per questo motivo, abbiamo chiesto alla Commissione di Garanzia e Controllo di convocare le parti perché informino noi, ma soprattutto la città, di come stanno le cose.
Purtroppo, a seguito di questa iniziativa, il Prefetto ha declinato l’invito, riscontrando la richiesta di partecipare in commissione, adducendo una supposta mancanza di attribuzione a convocare in Commissione organi istituzionali non ricompresi nel perimetro dell’ente.
Su questa visione, ci permettiamo di dissentire: le Commissioni Consiliari hanno la possibilità di audire soggetti esterni al Comune, per la trattazione di materie e questioni che invece possono essere ricomprese tra le competenze dell’organo (art 27 del Regolamento del Comune dell’Aquila) e, la quinta commissione (art. 28 del Regolamento), ha il preciso compito di verificare che le deliberazioni votate in Consiglio, siano poi applicate e non restino lettera morta.
Capita quindi praticamente ogni giorno che, soggetti disparati, siano convocati soprattutto in quinta commissione per discutere di questioni ricadenti tra quelle di interesse della comunità aquilana. Certo, nessuno può obbligare nessuno, ma restando sul piano della cortesia istituzionale nonché della leale collaborazione tra istituzioni, a noi non sembra affatto irrituale né inutile chiedere se la Prefettura, a seguito del voto in Consiglio Comunale su “Strade sicure”, abbia poi attivato l’istruttoria conseguente.
Neanche la risposta che ci è stata offerta, ovvero che Prefettura e Comune si confrontano nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, può essere ricevuta; ricordiamo a tutti che, nell’organismo richiamato, partecipa il rappresentante della Giunta (Sindaco o suo delegato) e non del Consiglio, organo che invece ha espresso la sua volontà unanime di valutare l’adesione al programma “Strade Sicure”.
Non ci resta quindi, essendo l’argomento molto sentito in città e considerato assoluta priorità dagli scriventi, utilizzare la formula della lettera aperta al Prefetto, sperando in una sua risposta, per esercitare il diritto e il dovere di sapere se il voto dell’assise comunale ha attivato o meno l’istruttoria e, nel caso, a quale conclusione si sia giunti.
Nel frattempo ricordiamo, solo a voler restare negli ultimi giorni, a dispetto di una narrazione pubblica che tende a dipingere un quadro idilliaco nel nostro territorio, che non passa una sola settimana in cui non si abbia notizia di un furto, di una rissa, o di altri episodi violenti in città. A titolo esemplificativo ma non esaustivo, giovi ricordare a metà di questo mese la rissa nei pressi della fermata del bus vicino al Centro commerciale l’Aquilone alla periferia del capoluogo di regione, con ferite da arma da taglio. A inizio anno una tentata rapina, in uno dei palazzi di pregio cittadini, palazzo Antinori, sfociata in una brutale aggressione. Le continue rapine e risse al Terminal di Collemaggio. Le ondate di furti nelle abitazioni, purtroppo anche in pieno giorno, che oramai non fanno neanche più notizia.
Insomma crediamo che la città e il Consiglio Comunale, abbiano il diritto di sapere e, attraverso questa forma irrituale (ma, del resto, quale altra possibilità abbiamo a disposizione?), torniamo a chiedere le risposte necessarie. Ci auguriamo di riceverle ma, così non fosse, non ci fermeremo e attueremo ogni altra iniziativa utile a raggiungere lo scopo di informare, con trasparenza, la città su una materia così sensibile e sentita. Siamo pronti a scrivere, qualora questa iniziativa fosse inefficace, al Ministro dell’Interno e allo stesso Presidente della Repubblica, se occorrerà.
Ringraziamo, infine e sempre, le forze dell’ordine che, seppur in una condizione di organico ridottissimo, fanno i salti mortali per dare il loro prezioso servizio a tutti noi, ma serve qualcosa in più e, la misura da noi promossa, significherebbe avere personale aggiuntivo assolutamente necessario. - I Consiglieri Comunali Enrico Verini e Gianni Padovani -