Sicurezza urbana, il centrosinistra presenta il Patto per L’Aquila

L'opposizione chiede più progetti sociali e partecipazione civica, più agenti, videosorveglianza e presidio del territorio

2026-02-19T13:02:00+01:00 - La Redazione

Sicurezza urbana, il centrosinistra presenta il Patto per L’Aquila

L'AQUILA - Un nuovo ordine del giorno, rafforzato nei contenuti e nelle proposte operative, per chiedere interventi urgenti e strutturali in materia di sicurezza urbana. È quanto annunciato questa mattina in conferenza stampa dai consiglieri comunali di opposizione Stefania Pezzopane, Enrico Verini, Alessandro Tomassoni, Paolo Romano e Lorenzo Rotellini, che torneranno in Aula con un’iniziativa interamente dedicata alle condizioni di sicurezza della città dell’Aquila.

Ad aprire gli interventi è stata Stefania Pezzopane, prima firmataria dell’ordine del giorno, che ha sottolineato la necessità di riportare l’attenzione istituzionale sulle problematiche locali: "Torniamo in Consiglio sulla sicurezza della città perché notiamo che questa maggioranza è particolarmente attenta a quello che accade fuori dall’Aquila, mentre noi riteniamo che la sicurezza vada affrontata anche e soprattutto qui. Il 16 abbiamo presentato un ordine del giorno che, insieme alla condanna dei fatti di Torino e alla solidarietà agli agenti, poneva al centro le questioni dell’Aquila. Oggi riproponiamo un nuovo odg ancora più forte, che punta a costruire un vero Patto per la Sicurezza della città".

Pezzopane ha ribadito come la sicurezza non possa essere ridotta esclusivamente a una questione di ordine pubblico, ma debba essere affrontata con un approccio complessivo di governo del territorio: "Non intendiamo la sicurezza solo come presidio, ma come un insieme di azioni che comprendono progetti sociali, partecipazione civica alla gestione del territorio, vigilanza, videosorveglianza – per la quale da nove anni si susseguono annunci senza che siano state installate telecamere, nonostante risorse disponibili per oltre otto milioni di euro – illuminazione pubblica nelle zone più critiche, rafforzamento della Polizia Locale, coinvolgimento delle giovani generazioni e autogestione degli spazi pubblici per prevenire vandalismi e degrado".

Nel corso della conferenza è stato inoltre evidenziato come i fenomeni di furti, danneggiamenti e atti vandalici segnalati quotidianamente dai cittadini non possano essere derubricati a semplice percezione: "Non pensiamo che gli aquilani siano affetti da una psicosi collettiva ma che esistano problemi reali che vanno affrontati con serietà, anche alla luce dell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Ogni episodio di degrado o criminalità incide sull’immagine della città".

È intervenuto quindi Enrico Verini, richiamando la necessità di basare le politiche sulla sicurezza su dati concreti e riscontri oggettivi: "In materia di sicurezza urbana, la narrazione della maggioranza di centrodestra non trova riscontro nei fatti. Come minoranza abbiamo dimostrato con atti concreti un’attenzione costante su un tema che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Emblematico è il caso dello spaccio a cielo aperto sotto i portici di San Bernardino, affrontato e risolto solo grazie alla nostra iniziativa politica e istituzionale".

Verini ha inoltre evidenziato segnali di crescente insicurezza anche sul piano sociale ed economico: "Operatori del settore serramenti e sicurezza domestica mi segnalano un incremento significativo degli interventi per abitazioni oggetto di effrazione, mediamente almeno tre a settimana, insieme a una domanda in aumento di portoni blindati, infissi rinforzati e sistemi di protezione. Indicatori concreti che impongono un cambio di passo immediato".

Alessandro Tomassoni ha messo in luce le contraddizioni tra annunci e risultati: "Negli ultimi mesi l’amministrazione ha dichiarato che la sicurezza è una priorità, ma tra dichiarazioni e realtà emergono troppe incoerenze. I cittadini segnalano insicurezza nel centro e nelle periferie, mentre il controllo di vicinato, votato all’unanimità in Consiglio, resta ancora sulla carta e il DASPO urbano ha prodotto un solo accertamento negli ultimi anniSi parla di ampliamento delle forze dell’ordine, cronicamente sotto organico, ma non è chiaro se strutture come il Terminal siano realmente operative sotto il profilo della sicurezza. Anche sul sistema di videosorveglianza, tra commissioni e dichiarazioni contrastanti, non sappiamo quali telecamere siano attive e dove. La sicurezza non può essere propaganda: servono coerenza, atti concreti, dati chiari e risultati verificabili. I cittadini meritano risposte serie, non annunci".

Nel corso della conferenza è intervenuto anche Paolo Romano: "La sicurezza non si racconta, si garantisce: con la sufficienza degli organici delle forze dell’ordine, la programmazione delle azioni e gli atti consequenziali. Siamo convinti che vada costruito un dialogo serrato con chi opera giornalmente nella pubblica sicurezza, in particolare con tutti i sindacati delle forze dell’ordine che possono rendere edotta la politica sulle questioni più impellenti. Rispediamo al mittente le dichiarazioni di chi, dai banchi della maggioranza, parla di percentuali di microcriminalità che non dovrebbero preoccupare. I dati più recenti pubblicati dal Sole 24 Ore mostrano un peggioramento della città su diversi reati: in cima figurano i furti e gli stupefacenti: bisogna finirla di minimizzare. La mancata percezione della sicurezza non è un’invenzione della cittadinanza, ma una realtà che va affrontata con serietà. Partiamo dall’oggettività che l’amministrazione fa finta di non vedere. L’Aquila ha mantenuto la sua Questura in fascia A, ma a questo riconoscimento non è mai seguito un adeguamento reale dell’organico. La carenza di personale è ormai strutturale: nel corso dell’ultimo triennio il saldo tra cessazioni e nuove assunzioni è costantemente negativo e il divario, anziché ridursi, continua ad aumentare con la Questura dell’Aquila che resta saldamente tra le più anziane d’Italia per età media. Questo discorso vale per tutti gli organici delle forze che lavorano nell’ordine pubblico. A questo punto c’è bisogno di porsi una domanda. Qual è la sicurezza prevista per la Capitale italiana della Cultura 2026? Un contesto straordinario di questa portata avrebbe richiesto una pianificazione altrettanto straordinaria sul piano della sicurezza in termini di potenziamento di organici e mezzi su cui però in città non si è mai dibattuto. Infine, restano ancora senza risposte chiare gli 8,4 milioni destinati alla videosorveglianza: dopo tanti annunci, la città attende ancora l’avvio concreto del progetto. Le telecamere in città non possono e non debbono diventare uno strumento elettorale in vista delle elezioni del 2027: esse sono il primo baluardo del cittadino di dissuasione dai crimini, altrimenti non si spiega la necessità - oramai diventata collettiva - della loro istallazione nelle abitazioni di proprietà".

A chiudere gli interventi Lorenzo Rotellini: "L’ordine del giorno sulla sicurezza che avevamo già proposto e che ripresenteremo in Consiglio Comunale nasce dall’esigenza di dare finalmente risposte concrete ai cittadini dell’Aquila. Chiediamo innanzitutto che il presidente della terza commissione, Frullo, convochi al più presto un confronto con i sindacati delle forze dell’ordine, perché dopo anni di richieste è necessario avere dati chiari sugli organici presenti in città e sostenere con forza, anche presso le istituzioni nazionali a Roma, la necessità di più agenti sul territorio. Allo stesso tempo è indispensabile affrontare due criticità che si trascinano da troppo tempo: l’assenza di un comandante della Polizia Locale e la carenza di personale, che rendono urgente un vero piano di assunzioni. Particolare attenzione va alle periferie e alle frazioni, spesso colpite dai furti, così come alla videosorveglianza, con telecamere attese da circa nove anni soprattutto nei punti di accesso al territorio. Sono misure concrete che possono rafforzare il presidio delle nostre strade, sostenere il lavoro delle forze dell’ordine e coordinare anche l’impegno dei cittadini e dei comitati locali. La sicurezza deve tornare a essere una priorità reale, non solo annunciata".

I consiglieri di opposizione hanno concluso ribadendo la disponibilità al confronto istituzionale con la maggioranza, auspicando un approccio meno difensivo e più aderente alle reali condizioni della città, attraverso l’adozione di misure integrate che comprendano potenziamento dell’illuminazione pubblica, realizzazione del sistema di videosorveglianza urbana, incremento del pattugliamento della Polizia Locale, nuove assunzioni e aggiornamento del piano comunale di sicurezza e governo del territorio.