Sicurezza: servono presenza, prevenzione e governo del territorio

Pezzopane: anestetizzante narrazione del centrodestra. La sicurezza non si racconta ma deve avere una visione organica e strategica

2026-02-26T13:53:00+01:00 - La Redazione

Sicurezza: servono presenza, prevenzione e governo del territorio

L'AQUILA - All’Aquila si sta consumando da tempo una contraddizione che non possiamo più fingere di non vedere. Da una parte c’è una narrazione del centrodestra a guida Biondi rassicurante, quasi anestetizzante, secondo cui va tutto bene e il tema della sicurezza sarebbe soltanto una percezione. Come se il disagio diffuso che attraversa i quartieri, le periferie, le frazioni, come se le paure espresse da cittadini e commercianti fossero frutto di suggestioni collettive. Come se gli aquilani immaginassero furti, atti vandalici, incendi negli alloggi pubblici inutilizzati o occupati abusivamente, episodi che invece si stanno verificando e che stanno producendo un clima di crescente vulnerabilità sociale.

Dall’altra parte, però, c’è chi – anche nella stessa area di governo della città – riconosce che le segnalazioni di microcriminalità stanno aumentando e che cresce il senso di insicurezza nella nostra comunità. La consigliera regionale Carla Mannetti, che oltre al ruolo attuale di consigliera regionale è stata anche assessore della giunta Biondi nel precedente mandato, quindi certamente al di sopra di ogni sospetto rispetto a letture di parte, ha parlato apertamente di furti, di allarme tra cittadini e commercianti, arrivando a raccontare perfino un tentativo di intrusione nella propria abitazione in pieno centro e affermando che la sicurezza è prevenzione, ascolto, presenza e collaborazione tra istituzioni e cittadini.

E allora la domanda è semplice: la sicurezza è una percezione oppure è un problema reale? Perché se è reale – come io credo – allora non può essere affrontato con la propaganda o con interventi frammentari e disorganici, che negli anni si sono dimostrati insufficienti rispetto alla gravità e alla reiterazione dei fenomeni che si registrano sul territorio.

La sicurezza non è uno slogan e non è neanche soltanto ordine pubblico. È governo del territorio. È presidio, ma anche prevenzione. È presenza delle forze dell’ordine, ma anche illuminazione delle strade, cura degli spazi pubblici, manutenzione urbana. È videosorveglianza, ma anche interventi sociali ed educativi rivolti ai giovani, sostegno alle famiglie, inclusione, partecipazione civica. In altre parole: la sicurezza o è un approccio organico oppure non è. Non si può continuare a inseguire l’emergenza senza una visione strategica complessiva capace di tenere insieme controllo del territorio e promozione sociale, coordinamento istituzionale e coinvolgimento della cittadinanza. Perché il degrado urbano, l’abbandono di immobili, l’isolamento sociale, la marginalità economica non sono questioni separate dalla sicurezza: ne sono spesso la premessa.

Ecco perché è necessario assumersi una responsabilità chiara davanti alla città. Non possiamo limitarci a registrare i problemi o a discutere se esistano davvero. Non possiamo accettare che la distanza tra sicurezza reale e sicurezza percepita continui ad allargarsi fino a diventare sfiducia nelle istituzioni. Perché quando i cittadini smettono di sentirsi protetti nei propri quartieri, nelle proprie case, negli spazi pubblici, non è solo la sicurezza ad essere in discussione: è il patto stesso tra comunità e istituzioni.

La sfida che abbiamo davanti è costruire una città in cui la sicurezza sia effettiva e non soltanto raccontata.
Una città in cui la presenza dello Stato e del Comune sia visibile e coordinata.
Una città in cui la prevenzione sociale accompagni il controllo del territorio.
Una città in cui la legalità sia anche cultura del bene comune e responsabilità condivisa.
Perché la sicurezza non si proclama.
Si costruisce, ogni giorno, insieme. - Stefania Pezzopane, Consigliera comunale PD -