Sicurezza, Padovani e Verini chiedono l'intervento del Ministro Piantedosi
Allarme microcriminalità a L'Aquila ma l'operazione “Strade Sicure” approvata due anni fa non è stata attivata
- La Redazione
L'AQUILA - A L'Aquila, soprattutto nelle ore notturne, continua a regnare il far-west. Ieri l'ennesima violenta rissa con coltelli e feriti al Terminal di Collemaggio. Pochi giorni prima, il grave episodio della signora aggredita a Santa Maria Paganica. E poi spaccio ovunque, schiamazzi e ubriachi molesti, episodi di violenza e diffusa illegalità spesso neppure denunciati da residenti ormai impauriti e rassegnati.
Mentre l'Amministrazione continua a narrare una Città ideale, all'Aquila esiste ed è crescente una percezione di insicurezza dovuta ai numerosi ed inquietanti episodi di microcriminalità. Eppure la sicurezza urbana non è di parte destra né di sinistra, è un bene comune che riguarda tutti i cittadini. Fenomeni che affondano le loro radici, certo, in ragioni sociali profonde ma aggravati all'Aquila dal modello "luna park" perseguito dall'Amministrazione.
Chiediamo, purtroppo inascoltati da anni, come consiglieri di minoranza efficaci politiche sociali, presidio interforze del centro storico e la promozione di una idea di vivere L'Aquila che non sia soltanto movida ed eventificio. Questo richiede una città normale, dotata di servizi, abitabile per i residenti, piena di attività, di scuole e palestre, di servizi alle persone, di spazi di socialità alternativi, dotata di parcheggi e ben servita dai mezzi pubblici.
Proprio nella finalità di potenziare i servizi di pubblica sicurezza in alcune aree critiche cittadine, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità, nel lontano novembre 2024, ed inoltrato alla Prefettura la richiesta di una importante misura: l'attivazione della operazione di Pubblica Sicurezza “Strade Sicure”.
Nella lettera inviata al Ministro ricordiamo che Strade sicure, ad oggi operativa in numerose città italiane con esiti apprezzabili, permetterebbe di disporre anche all'Aquila di risorse dell'Esercito, a fini di prevenzione, in punti nevralgici per la sicurezza cittadina - come ad es. il parco del Castello e il terminal di Collemaggio - quale misura complementare e non sostitutiva all’attività delle Forze dell’Ordine, finalizzata ad aumentare i presidi di vigilanza ed il livello di sicurezza reale e percepita.
Eppure, dopo quasi due anni dalla delibera del Consiglio, la sicurezza in Città peggiora, siamo tuttora privi di un Comandante legittimo ed a tempo pieno della municipale mentre dell'operazione “Strade sicure” si è persa traccia, nonostante sia considerata tra le priorità del Governo Meloni e rifinanziata a livello nazionale con risorse aggiuntive.
Perché la Prefettura dell'Aquila ha insabbiato la richiesta di avviare l'operazione “Strade sicure”? Lo ha chiesto il Sindaco? Lo ha deciso il Prefetto? Non è dato saperlo e questo contraddice alla radice il principio di buon andamento della pubblica amministrazione e di obbligo ad applicare una condotta trasparente nei confronti dei cittadini.
La Prefettura non ha voluto fornire spiegazioni, adducendo l'originale affermazione secondo la quale l'interlocuzione tra Comune e Prefettura sulla sicurezza debba esplicitarsi esclusivamente attraverso il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica (CPOSP). Nella lettera al Ministro contestiamo questa “visione formalistica e burocratica” secondo la quale “il Prefetto debba relazionarsi esclusivamente con il Sindaco” una tesi che “non trova fondamento nelle consuetudini di leale collaborazione tra istituzioni, né nei principi generali dell'ordinamento”. Il Comune non è solo il Sindaco ed un Prefetto non può affermare “parlo solo con il Sindaco” perché il Consiglio non è alle dipendenze del Sindaco né sua articolazione, bensì è la massima assise civica, organo fondamentale di governo del Comune, previsto dalla legge in attuazione dell'autonomia costituzionalmente garantita degli enti locali.
Nella lettera chiediamo quindi al Ministro di intervenire sul Prefetto affinché “possa riesaminare la posizione assunta…anche alla luce del progressivo ed evidente deterioramento dell'ordine pubblico in Città, soprattutto nelle ore serali e notturne”. Il Prefetto dovrebbe “fornire adeguata motivazione sui motivi per i quali non si è dato seguito alla delibera consiliare”.
In caso di mancata risposta attueremo ogni altra iniziativa, come l'interlocuzione con il Presidente della Repubblica, utile a raggiungere lo scopo di informare la Città, con la trasparenza sinora negata, su una materia così sensibile e sentita. Nella lettera, infine, esprimiamo un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine che, seppur in una condizione di organico ridotto e senza l'aiuto di un Comandante della municipale, fanno i salti mortali per dare il loro prezioso servizio ed assicurare sicurezza a noi cittadini. Ma questo sacrificio non basta, occorre qualcosa in più, come coprire i buchi nell'organico di Polizia e Carabinieri ed attivare “Strade sicure”, ad oggi smarrita nei gorghi di una burocrazia opaca, paludosa e non trasparente. - I consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini -