Sicurezza, non è materia delle sole forze dell'ordine

UGL: illuminazione, decoro, presidio della Polizia locale e politiche sociali sono competenze dirette del Comune

- Walter Cori

Sicurezza, non è materia delle sole forze dell'ordine

TERAMO — I gravi episodi di violenza che hanno interessato la città nelle ultime ore — la rissa scoppiata in piazza Martiri della Libertà e l’accoltellamento avvenuto ieri sera in via Pannella, nei pressi della chiesa del Sacro Cuore — impongono una riflessione seria e non più rinviabile sulle condizioni di sicurezza e di tenuta del tessuto sociale di Teramo.

Le Segreterie UGL e UGL Salute Provinciali esprimono forte preoccupazione. Non si tratta di fatti isolati, ma di segnali di un disagio che si manifesta con crescente frequenza nelle ore serali e notturne, in aree centrali e densamente frequentate della città, dove vivono e lavorano famiglie, residenti, commercianti e operatori.

La nostra preoccupazione è duplice. Da un lato, riguarda i cittadini, che hanno diritto a vivere e attraversare la propria città in condizioni di sicurezza. Dall’altro, riguarda direttamente i lavoratori che intervengono in questi contesti: gli equipaggi del 118, il personale del Pronto Soccorso e gli operatori sanitari che ogni notte prestano soccorso in scenari sempre più esposti al rischio di aggressione. La sicurezza urbana e la sicurezza di chi lavora nei servizi di emergenza sono due facce dello stesso problema.

Su questo terreno registriamo un’assenza. La sicurezza urbana non è materia esclusiva delle Forze dell’ordine: illuminazione, decoro, presidio della Polizia locale e politiche sociali sono competenze dirette del Comune. Dopo mesi di segnalazioni dei residenti, dall’Amministrazione comunale ci saremmo attesi un’iniziativa più tempestiva e meno affidata agli appelli.

Per queste ragioni le Segreterie chiedono interventi concreti e verificabili:

•  la possibilità di convocazione urgente, da parte di S.E. il Prefetto, del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato alla città di Teramo, con l’audizione delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze economiche e sociali del territorio;

•  presidi stabili e pattugliamenti nelle fasce serali e notturne nelle aree più esposte e centrali della città;

•  un’assunzione di responsabilità diretta dell’Amministrazione comunale sulle competenze che le spettano, a partire dal miglioramento immediato dell’illuminazione pubblica nelle zone critiche e da una presenza effettiva della Polizia locale sul territorio nelle ore serali;

•  misure di tutela per il personale sanitario e del soccorso che interviene sul territorio nelle ore notturne;

•  un piano di prevenzione sociale che non si limiti alla risposta repressiva: politiche giovanili, presidi educativi, riqualificazione dei quartieri, perché la sicurezza si costruisce anche con il lavoro, la scuola e la coesione sociale.

«Non intendiamo alimentare allarmismi né speculazioni — dichiara Stefano Matteucci, Segretario regionale UGL Salute — ma non possiamo neppure far finta di nulla. Quando, dopo reiterati episodi degli ultimi mesi, in poche ore una piazza del centro e un quartiere cittadino diventano teatro di episodi di questa gravità, significa che qualcosa nel tessuto sociale si è incrinato. Chiediamo alle istituzioni, e in primo luogo al Comune, un impegno concreto e tempestivo: la sicurezza non è solo una percezione, è un diritto, e oggi a Teramo quel diritto è messo in discussione. Riguarda i cittadini tanto quanto i lavoratori che intervengono per soccorrerli».

La UGL conferma la propria disponibilità a partecipare in modo costruttivo a ogni tavolo di confronto che le istituzioni vorranno attivare, nella convinzione che la risposta debba essere condivisa, ferma e non emergenziale.