Sicurezza, GD: non coincide esclusivamente con repressione

Gileno: "Garantire diritti e libertà è tema della sinistra, non lasciamo il monopolio alla propaganda della destra"

- La Redazione

Sicurezza, GD: non coincide esclusivamente con repressione

PESCARA - La sicurezza torna al centro dell’iniziativa politica dei Giovani Democratici e sarà una delle priorità del percorso che accompagnerà l’organizzazione nazionale e abruzzese verso le elezioni politiche del 2027. Il tema è stato al centro di più appuntamenti nelle ultime settimane, dalla Festa regionale della Legalità di Guardiagrele alla Festa dell’Unità di Ortona, con la partecipazione, tra gli altri, del segretario regionale dei GD Abruzzo e Coordinatore della segreteria nazionale Saverio Gileno, del vicesegretario nazionale Filippo Giomini e del responsabile nazionale Organizzazione Paky Tiani.

Una serie di appuntamenti di questi giorni sono stati legati da un filo comune: contrastare l’idea che la sicurezza coincida esclusivamente con repressione, aumento delle pene e inutili nuovi reati o decreti, come il famoso Decreto Rave Party, e riportare invece al centro prevenzione, politiche sociali, scuola, cultura, spazi pubblici e qualità della vita. “Per troppo tempo la sinistra ha lasciato alla destra quasi il monopolio della parola sicurezza. È stato un errore - dichiara Gileno -. La sicurezza è un tema profondamente sociale, vuol dire garantire la libertà, di girare, muoversi, divertirsi anche, e quindi è un tema della sinistra. Significa poter vivere una città senza paura, avere strade illuminate, trasporti anche la sera, quartieri vivi, scuole aperte, impianti sportivi, biblioteche e presìdi sociali. Non possiamo limitarci a intervenire quando il disagio è già diventato reato”.

Al centro del confronto anche la condizione materiale delle nuove generazioni: precarietà, difficoltà nell’accesso alla casa, perdita di potere d’acquisto, costi dell’università, isolamento sociale e fuga dei giovani dai territori. “Il punto - aggiunge Gileno - è capire che se lo Stato incontra un ragazzo per la prima volta attraverso una pattuglia, un tribunale o un istituto penale, probabilmente è arrivato troppo tardi come scuola, welfare, cultura, lavoro e comunità. Prima li abbandoniamo e poi li arrestiamo: è esattamente questo il paradigma che dobbiamo rovesciare”.

Giomini ha sottolineato la necessità di costruire una proposta nazionale capace di tenere insieme legalità e prevenzione: “Sicurezza significa certamente contrasto ai reati e presenza dello Stato, ma significa anche intervenire prima che il disagio diventi marginalità, violenza o devianza. Su questo i Giovani Democratici vogliono costruire una proposta seria, senza negare i problemi ma senza neppure accettare la scorciatoia della propaganda securitaria”.

Tiani ha richiamato invece il tema dell’organizzazione e della presenza territoriale: “La sicurezza si costruisce anche attraverso comunità più forti. Dove ci sono associazioni, scuole, sport, cultura, servizi e partecipazione, c’è anche maggiore coesione sociale. La politica deve tornare a essere presente nei luoghi in cui oggi cresce solitudine e abbandono. Parallelamente serve migliorare le condizioni delle Forze dell’ordine e aumentare gli organici della Forze di polizia, ad esempio quella Ferroviaria”.

Nel corso dei dibattiti è stata criticata anche la crescente criminalizzazione delle nuove generazioni, spesso rappresentate attraverso categorie indistinte come quella dei cosiddetti 'maranza'. “Chi commette un reato deve risponderne - affermano i GD - ma un comportamento criminale non può diventare l’etichetta di un’intera generazione o di un’intera comunità. Trasformare disagio sociale, origine familiare e immigrazione in una categoria di pericolosità non produce più sicurezza, produce soltanto più divisione. Altresì, l’inasprimento penale e il maggiore ricorso alla detenzione non possono essere considerati una politica di sicurezza autosufficiente. Gli istituti penali minorili sono sempre più sotto pressione e continuare a intervenire solo sull’ultimo anello della catena significa rinunciare alla prevenzione”.

"Da Guardiagrele e Ortona, dunque, parte un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi sia a livello regionale sia nazionale. Verso il 2027 vogliamo che la sicurezza sia uno dei grandi terreni di elaborazione dei Giovani Democratici. Una sinistra credibile non può limitarsi a dire che la sicurezza non è un problema. Deve dire che la sicurezza è un diritto e che proprio per questo non può essere ridotta a propaganda, repressione e paura. Una società più giusta deve essere anche una società più sicura", concludono i Giovani dem.