Sicurezza a Giulianova, occorre comprendere come cambia il fenomeno
Evoluzione Sostenibile: "Non vogliamo alimentare allarmismi ma non riteniamo utile minimizzare episodi nuovi e gravi"
- La Redazione
GIULIANOVA - Evoluzione Sostenibile ha voluto attendere che passasse l'onda emotiva causata dal grave accoltellamento avvenuto nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre, in via Nazario Sauro, prima di esprimere il proprio punto di vista sulle problematiche legate alla sicurezza a Giulianova.
Un tema così delicato non può essere affrontato sull'onda dell'emozione né prestarsi a strumentalizzazioni. Occorre partire dai fatti e cercare di comprendere se gli episodi che si stanno verificando siano casi isolati oppure il segnale di un cambiamento che merita maggiore attenzione.
Partiamo allora dai numeri. I dati Istat confermano che in Italia molti reati tradizionali, come i furti nelle abitazioni e le rapine, sono diminuiti. Si tratta di dati provenienti dall'indagine di vittimizzazione dell'Istat che, intervistando direttamente i cittadini, consentono di rilevare anche una parte dei reati non denunciati. Ma accanto a tale diminuzione emerge un dato che merita attenzione. Sempre secondo l'Istat, nel 2024 le armi da taglio sono state il mezzo più utilizzato negli omicidi (nel 33% dei casi) e quasi la metà degli omicidi è stata ricondotta a “liti, futili motivi e rancori personali”.
Sono dati nazionali, che non possono essere trasferiti automaticamente alla realtà di Giulianova. Ma se prendessimo in considerazione, ad esempio, i reati commessi con armi da taglio, quale sarebbe il loro andamento negli ultimi anni nella nostra città? Alla luce degli episodi che si sono verificati, riteniamo necessario dare una risposta. È proprio questo interrogativo a mostrare quanto sia importante distinguere il numero complessivo dei reati dalla loro tipologia e gravità.
È per questa ragione che non ci convince la tesi del sindaco Costantini secondo cui Giulianova sarebbe una città sicura perché i dati della Prefettura confermerebbero un trend della criminalità in diminuzione. Non contestiamo quel dato, ma riteniamo che, da solo, non sia sufficiente a descrivere ciò che sta accadendo.
Una città può registrare meno reati e, contemporaneamente, assistere alla comparsa di forme di violenza gravi, capaci di incidere profondamente sulla sicurezza e sulla vita quotidiana dei cittadini. È proprio sotto questo profilo che meritano attenzione alcuni episodi verificatisi negli ultimi anni a Giulianova, caratterizzati da modalità e livelli di violenza molto meno familiari alla nostra realtà: risse, aggressioni violente, utilizzo di coltelli e di altri oggetti atti ad offendere. Solo negli ultimi mesi abbiamo assistito all'accoltellamento di maggio sul lungomare, alla grave aggressione subita a luglio da un diciottenne, alla violenta rapina di agosto ai danni del titolare di uno stabilimento balneare e, infine, all'accoltellamento di pochi giorni fa.
Sono fatti diversi, che non devono essere impropriamente accomunati né attribuiti indistintamente alle stesse cause. Ma pongono una questione precisa: sta cambiando la natura della violenza che si manifesta nella nostra città?
Evoluzione Sostenibile ha più volte richiamato l'opportunità di migliorare il presidio delle zone più sensibili della città, a cominciare da piazza Roma e dall'area della stazione, dove negli ultimi anni si sono verificati diversi episodi di conflittualità. Proprio per questo abbiamo proposto che il Comune valuti l'acquisto dell'edicola di piazza Roma, oggi in vendita, per trasformarla in un posto della Polizia Municipale e rafforzare così l'azione di presidio e deterrenza. Telecamere e pattugliamenti sono strumenti importanti, ma un presidio stabile e visibile può migliorare il controllo quotidiano del territorio e rappresentare un punto di riferimento per cittadini, commercianti, viaggiatori e turisti in una delle principali porte d'ingresso della città.
Giulianova resta una città nella quale si vive bene e non abbiamo alcun interesse ad alimentare allarmismi. Ma proprio per questo non riteniamo utile minimizzare episodi nuovi e particolarmente violenti facendo riferimento esclusivamente alla diminuzione del numero complessivo dei reati.
La sicurezza non si difende né con l'allarmismo né con le rassicurazioni di principio. - Il Direttivo dell’Associazione -