Servizio idrico integrato, la riorganizzazione dev'essere fatta su parametri tecnici e non politici
I sindacati ribadiscono la gestione pubblica del servizio e che il numero dei sub ambiti sia una scelta ponderata, sostenibile e coerente
- La Redazione
PESCARA - Le Segreterie regionali di CGIL, CISL, UIL, intendono con la presente nota esprimere le proprie valutazioni in merito al P.L. 72/2025, “Modifiche alla l.r. 12 aprile 2011 n. 9 (Norme in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo)”, al fine di contribuire in maniera positiva alla riforma del Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo.
Innanzitutto vogliamo esprimere la nostra convinzione che la gestione pubblica del servizio idrico integrato debba essere una condizione imprescindibile al fine di poter garantire ai cittadini servizi di qualità ad un prezzo contenuto. Rispetto alla riorganizzazione, così come descritta nella relazione illustrativa del P.L., chiediamo che si arrivi ad una scelta ponderata, sostenibile e coerente con le norme vigenti in materia di affidamenti in house, con rassicurazioni puntuali in termini di solvibilità ed equilibrio di tutte le aziende coinvolte.
Stante l’obbligo e la necessità di riduzione degli ambiti ottimali di gestione, la discussione che si sta portando nella nostra regione registra punti di vista differenti sul numero di sub ambiti che dovranno essere definiti dalla legge. In tal senso, crediamo che tale valutazione debba tenere conto esclusivamente di parametri tecnici atti a definire la caratterizzazione ed il numero dei sub ambiti ottimali e non parametri di natura politica. Tale definizione tecnica è necessaria perché soltanto una definizione ottimale degli ambiti potrà promuovere e motivare la gestione in house del servizio. E’ per tale motivazione che, dal nostro punto di vista, la scelta sul numero e sulla caratterizzazione degli ambiti, deve essere portata avanti sulla base di studi tecnici e di analisi svolte. Allo stato attuale i documenti di riferimento prodotti di cui siamo a conoscenza sono gli studi prodotti da ERSI Abruzzo (Relazione sullo stato del Servizio Idrico Integrato – Anno 2024; Lo stato del Servizio Idrico Integrato in Abruzzo - Analisi comparativa delle gestioni Anni 2020 e 2021).
Altro elemento che non può essere trascurato è la necessità che la riforma venga approvata ed agita in tempi rapidi. Eventuali maggiori approfondimenti sul tema e discussioni di natura politica non possono ritardare sine die l’approvazione dei provvedimenti necessari a riformare il sistema. A tal proposito, si deve tenere conto che le concessioni di ACA, SASI, SACA, CAM e Ruzzo Reti scadranno il 31 dicembre 2027 mentre la concessione di Gran Sasso Acqua è in scadenza al 31 dicembre 2031. Da tali scadenze risulta chiaro come, al fine di scongiurare la privatizzazione del servizio idrico, è necessario approvare la riforma nei prossimi mesi e non oltre, così da consentire all’ERSI di organizzare la nuova gestione contestualmente alle scadenze delle concessioni.
In particolare, riteniamo che la nuova legge regionale debba essere approvata al massimo entro il maggio 2026 così da consentire all’Ente Regionale del Servizio di aprire la procedura per avviare una istruttoria e la scelta della modalità della gestione in house.
Nel processo di riorganizzazione degli ambiti di gestione, tema centrale riguarda la tutela dei livelli di occupazione, delle condizioni di lavoro, della giusta applicazione del CCNL di settore e delle prospettive di crescita professionale dei lavoratori. A tal fine è necessario il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori nei processi in atto evidenziando, sin da ora, che sarà imprescindibile avere le dovute garanzie occupazionali, garantendo anche eventuali armonizzazioni dei trattamenti economici e normativi.
Un elemento prioritario da approfondire, al fine di valutare la bontà dei provvedimenti che si vogliono mettere in campo, riguarda le politiche degli investimenti e delle tariffe che si vorranno mettere in campo. Il tema degli investimenti è quanto mai essenziale in una regione nella quale si consumano perdite di acqua molto rilevanti e gravi carenze di acqua nei mesi estivi. Auspichiamo pertanto che la soluzione individuata sia in grado di generare risorse utili per gli investimenti sulle infrastrutture, sulle reti (a titolo esemplificativo e non esaustivo: digitalizzazione, rilevamento delle perdite, ammodernamento delle reti, creazione di potabilizzatori).
Al contempo sarà necessario che i cittadini abruzzesi possano usufruire di un servizio idrico di qualità con tariffe eque, nella considerazione che l’acqua è un bene pubblico essenziale. Da questo punto di vista è necessario che la gestione futura consenta di avere tariffe calmierate ed omogenee su tutto il territorio abruzzese evitando che i cittadini residenti in aree interne, di montagna e poco densamente popolate debbano pagare costi eccessivamente onerosi della materia generando disuguaglianze. - CGIL Abruzzo Molise, Carmine Ranieri; CISL Abruzzo Molise, Giovanni Notaro; UIL Abruzzo, Michele Lombardo -