Sentiero Gran Sasso dedicato ai palestinesi, Marsilio scrive al Cai: "È uno spazio che unisce, non che divide"

La lettera del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio al presidente del Cai Antonio Montani in merito al sentiero sul Corno Grande del Gran Sasso

- La Redazione

Sentiero Gran Sasso dedicato ai palestinesi, Marsilio scrive al Cai: "È uno spazio che unisce, non che divide"

L'AQUILA - Riceviamo e pubblichiamo la lettera del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio al presidente del Cai Antonio Montani in merito al sentiero sul Corno Grande del Gran Sasso

Egregio Presidente, ritengo opportuno intervenire sulla vicenda della via alpinistica intitolata “Dal fiume al mare: dedicata a tutti i palestinesi che lottano contro i sionisti” sul Corno Grande del Gran Sasso La montagna è da sempre luogo di incontro, di rispetto e di condivisione. È uno spazio che unisce, non che divide. Proprio per questo ritengo inopportuno attribuire a un itinerario alpinistico un nome che richiama direttamente uno dei conflitti più dolorosi e divisivi del nostro tempo. Non si tratta di un omaggio neutrale né di una dedica alpinistica come tante, ma di uno slogan politico dal tono apertamente divisivo. Il termine “sionista”, nato per indicare il movimento di autodeterminazione del popolo ebraico, viene utilizzato come espressione dispregiativa. E l’espressione “dal fiume al mare” richiama una prospettiva che implica la negazione dell’esistenza dello Stato di Israele. Ogni guerra porta con sé sofferenza, distruzione e un numero inaccettabile di vittime. Martiri che non appartengono mai a una sola parte, ma che sono il tragico volto universale della violenza e dell’odio. Ridurre questa complessità a uno slogan significa inevitabilmente prendere posizione in modo parziale, rischiando di alimentare contrapposizioni anche in contesti che dovrebbero restarne estranei. Il Gran Sasso, simbolo dell’Abruzzo, è patrimonio di tutti. È un luogo che rappresenta valori profondi come la libertà, la solidarietà e il rispetto reciproco. Valori che devono rimanere al di sopra delle divisioni politiche e ideologiche. Per questo credo che, pur nel rispetto della libertà individuale e della tradizione alpinistica, sia necessario esercitare anche un senso di responsabilità quando si compiono scelte che hanno una rilevanza pubblica. La montagna deve continuare a essere uno spazio neutrale, capace di unire e non di dividere, di ricordare l’umanità che ci accomuna e non ciò che ci contrappone. Mi auguro che questa mia riflessione possa portare a rivedere la posizione presa e lasciare la montagna dedicata all’alpinismo e alla libertà, alla maestosità e alla bellezza che il Gran Sasso esprime di per sé.

Marco Marsilio