Scuola Risorgimento, approvato il DIP per la demolizione e ricostruzione

Mario Cozzi (FI): "Presentare una delibera di indirizzo significa che non è stata presa alcuna decisione"

2026-01-29T11:34:00+01:00 - La Redazione

Scuola Risorgimento, approvato il DIP per la demolizione e ricostruzione

TERAMO - Ho appreso che la Giunta comunale di Teramo ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione (DIP) per l’adeguamento sismico, energetico, impiantistico e funzionale della scuola primaria “Risorgimento”, prevedendo la demolizione e ricostruzione in situ dell’edificio.

Come opposizione lo avevamo detto pochi giorni fa, oggi lo ribadisco: dopo otto anni di governo della città, presentare una delibera di indirizzo significa certificare che su questo tema non è stata presa alcuna decisione vera.
Una delibera dovrebbe deliberare, cioè scegliere e assumersi una responsabilità politica. Invece qui si indirizza. Tradotto: non una decisione operativa, non un progetto definito, ma un’indicazione agli uffici di valutare, studiare, progettare. Dopo otto anni, non è più accettabile. Una Giunta che governa da così tanto tempo dovrebbe sapere indicare una soluzione, spiegare perché una strada è migliore di un’altra, presentare un piano chiaro. Limitarsi ad un “indirizzo” equivale a dire che finora non si è fatto nulla.

La scelta di demolire e ricostruire non è neutra ma profondamente politica, perché comporta costi più alti, demolizioni, smaltimento in discarica e una nuova costruzione che rischia di ripetere il modello Cona e trasformarsi in struttura prefabbricata. Questo modello non solo costa di più, ma cancella pezzi di città e di memoria collettiva. Questi edifici non sono scatole vuote: raccontano la storia di generazioni di teramani. Sostituirle con moduli standardizzati significa perdere identità, oltre che risorse.

Ed è proprio qui che emerge la contraddizione più grande. In una città che da anni registra un calo delle nascite ed una diminuzione delle iscrizioni scolastiche, programmare demolizioni e ricostruzioni senza una visione demografica e scolastica significa rischiare di creare strutture sovradimensionate, che potrebbero rimanere cattedrali nel deserto. Demolire la memoria storica per costruire edifici così, non è programmazione, è improvvisazione costosa. Un’improvvisazione dove troppo spesso le strade scelte sono quelle che comportano interventi più grandi, tempi più lunghi, costi progettuali più elevati: a favore di chi? Sicuramente non dei cittadini.

Questa amministrazione si è presentata come quella della memoria, della cultura, della storia di Teramo, con slogan su “Teramo al centro”, “Teramo cultura”, “Teramo futuro”. Oggi, davanti a queste scelte, quelle parole risultano smentite dai fatti. Perché chi difende la memoria non demolisce senza una visione, e chi parla di futuro non può permettersi di navigare a vista su scuole e investimenti pubblici.

Dopo otto anni, Teramo non ha bisogno di atti di indirizzo ma di decisioni vere. Continuare a brinviare, spendere di più e cancellare pezzi di storia cittadina senza una strategia chiara non è
amministrare: è consumare tempo e risorse. Su questo terreno si misura la credibilità di chi
amministra. - Mario Cozzi Consigliere comunale Forza Italia -