Scuola, il 20 novembre sarà sciopero generale
CGIL: la Legge di Bilancio tagli fondi sia a quella statale sia alle private
- Walter Cori
PESCARA - La Legge di Bilancio 2027 conferma la scelta di colpire la scuola statale. L'art. 66, comma 5, aggiunge un nuovo taglio a quello dello scorso anno: ai 5.660 docenti e 2.174 ATA già tagliati nel 2025-26 si sommano ora altri 4.925 posti docenti e 2.049 ATA dal 2027/28. Oltre 14 mila posti in meno in tre anni.
Anche in Abruzzo dovremo assistere quindi all’ennesimo taglio, che colpirà sia i docenti che il personale ATA. Ricordiamo che già nell’ultimo anno sono stati 59 i posti in meno nell’ organico di diritto del personale ATA. Un taglio che ha colpito soprattutto i collaboratori scolastici, che garantiscono apertura, vigilanza, assistenza e pulizia. Senza di loro le scuole rischiano di non poter più assicurati nemmeno i servizi essenziali, mettendo a rischio la stessa sicurezza e la sorveglianza ai minori.
Il calo demografico non può essere un alibi per tagliare, dovrebbe essere l'occasione per migliorare la qualità della scuola, aumentare il tempo scuola, ridurre gli alunni per classe e garantire una rete scolastica degna di un Paese europeo.
Nello stesso provvedimento, l'art. 104 proroga per il 2027 il buono da 1.500 euro per le paritarie per 20 milioni. Mentre la statale viene messa in ginocchio, la scuola privata continua a godere di provvidenze pubbliche.
Gravissimo, inoltre, che non ci sia nulla per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. Mentre l'inflazione erode salari già tra i più bassi d'Europa, non c'è un euro per il recupero del potere d'acquisto. La detassazione dell'accessorio fino a 800 euro non è confrontabile con un vero rinnovo, anche perché molti docenti e ATA quel salario accessorio non lo percepiscono nemmeno.
Infine, resta irrisolto il grande tema del precariato: in quest’anno scolastico sono circa 8.000 i lavoratori precari nelle scuole abruzzesi. Rispetto ai docenti, spicca il numero enorme di precari soprattutto nel sostegno: circa 4.600, oltre il 60% dell’organico complessivo.
Di fronte a scelte politiche segnate dal disinvestimento, dalla precarietà, da interventi puramente ideologici è necessario mobilitarsi. Chiamiamo da subito il personale della scuola a partecipare alla discussione e al confronto con il nostro sindacato, partecipando alle assemblee indette in tutte le scuole della regione.
Rilanciamo inoltre la mobilitazione, insieme agli studenti che con tenacia stanno pacificamente lottando per un futuro e una scuola migliore, confermando l’adesione della FLC allo sciopero generale del 20 novembre proclamato dalla nostra Confederazione CGIL per l'intero comparto istruzione e ricerca. Non è più sostenibile lavorare senza contratto, senza organici e senza il rispetto che merita l’istruzione del nostro Paese - Il segretario generale FLC CGIL Abruzzo Molise -