Scuola, finisce in Parlamento la deroga sul pensionamento obbligatorio di 4 dirigenti
Interrogazione dell'on. Piccolotti (Avs): il trattenimento in servizio riduce il diritto alla mobilità e al ricambio generazionale
- La Redazione
PESCARA - Quattro dirigenti scolastici, nonostante i requisiti per il pensionamento obbligatorio, restano ancora per il prossimo anno scolastico alla guida delle loro scuole. “Così in Abruzzo di fatto si riducono, per il prossimo anno scolastico, le disponibilità di posti per i dirigenti scolastici che aspettano di rientrare da fuori regione e slitta la possibilità per i vincitori di concorso di ottenere l’incarico", avverte Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, annunciando un’interrogazione parlamentare sul caso, depositata dalla deputata di AVS Elisabetta Piccolotti. Co-firmatari i deputati del Movimento 5 Stelle e del PD, Antonio Caso e Irene Manzi. “La stessa FLC CGIL di Pescara aveva già interessato i suoi vertici nazionali, poi il livello regionale FLC CGIL aveva chiesto all’USR Abruzzo, senza ottenere spiegazioni, il motivo di una scelta che lede i diritti dei dirigenti scolastici che hanno superato i concorsi e di quelli che chiedono da tempo di rientrare in regione”, precisa Licheri.
L’interrogazione parlamentare, all’indirizzo del Ministro dell’Istruzione e del Merito, traccia i confini della situazione: l’USR Abruzzo, Ufficio Scolastico Regionale, “ha recentemente disposto il trattenimento in servizio di ben quattro dirigenti scolastici che hanno raggiunto i requisiti per il pensionamento obbligatorio”, si legge nell’interrogazione presentata dalla deputata Piccolotti. La deroga è appoggiata sulla legge 208/2015, come modificato dalla legge 205/2017, “che subordina la deroga all’effettiva e rigorosa necessità di assicurare continuità alle attività previste in accordi sottoscritti con scuole o università straniere o alla prosecuzione di innovativi progetti didattici internazionali in lingua straniera”, si legge ancora nell’interrogazione. Sarebbe la prima volta. “Appare singolare l’operato dell’USR Abruzzo che, solo l’anno precedente, aveva negato qualsiasi richiesta di trattenimento in servizio, evidenziando una preoccupante assenza di criteri amministrativi univoci e coerenti”. Ancora: le “attività internazionali, deliberate dagli organi collegiali, gravano sulla struttura dell’intera istituzione scolastica e vedono la cooperazione di più soggetti, di conseguenza le ordinarie funzioni di coordinamento e direzione possono essere svolte con assoluta efficacia da qualsiasi dirigente scolastico subentrante, anche se assegnato a ridosso dell’avvio o durante lo svolgimento dei progetti pluriennali”. “La concessione di quattro trattenimenti rappresenta un’anomalia proporzionale evidente rispetto alle altre regioni italiane e incide in modo drastico sui posti disponibili in Abruzzo (equivalendo a 4 posti su 10, ossia quasi il 50% delle disponibilità), saturando l’organico a svantaggio degli aventi diritto”.
Il trattenimento in servizio riduce di fatto il diritto alla mobilità e al ricambio generazionale: “questa decisione comprime irrimediabilmente il diritto alla mobilità interregionale di almeno quattro dirigenti scolastici abruzzesi che lavorano fuori regione e che chiedono da tempo il rientro nel proprio territorio di appartenenza – si legge ancora -; al contempo, la misura blocca le legittime aspettative di immissione in ruolo dei candidati presenti nelle graduatorie regionali di concorso ordinario e in quelle del concorso riservato, la cui capienza avrebbe garantito la totale copertura dei posti vacanti e la piena operatività delle scuole, senza alcuna necessità di ricorrere a reggenze o a deroghe sui pensionamenti”.
Il rischio è anche di creare un precedente: “Il ricorso esagerato e non opportunamente motivato a questo istituto rallenta gravemente il ricambio generazionale, traducendosi in una palese manifestazione di sfiducia verso i vincitori e gli idonei di concorso che hanno superato con merito le prove dello Stato; l’eventuale reiterazione di tale condotta rischia di innescare una proliferazione incontrollata di trattenimenti nei prossimi anni, alterando i flussi di assunzione stabili e allontanando la gestione scolastiche dalle reali esigenze della comunità educante e dei suoi lavoratori”.
Al Ministro dell’Istruzione e del Merito, attraverso l’interrogazione parlamentare, si chiede di sapere “se sia a conoscenza dei fatti esposti e quali urgenti verifiche intenda promuovere presso l’USR Abruzzo per accertare la sussistenza dei rigidi presupposti motivazionali richiesti dalla legge per i quattro trattenimenti” e “quali iniziative di carattere ispettivo o d’indirizzo intenda adottare per evitare che l’istituto del trattenimento in servizio si trasformi in uno strumento discrezionale, a tutela del ricambio generazionale, del diritto alla mobilità dei dirigenti fuori sede e dei diritti dei vincitori di concorso”.