Scuola di alta formazione per la Pubblica Amministrazione, il Comune in enorme ritardo

Padovani e Verini: "Non c'è la sede, si parte per finta. Ora corsa contro il tempo per non perdere le risorse"

- La Redazione

Scuola di alta formazione per la Pubblica Amministrazione, il Comune in enorme ritardo

L'AQUILA - Dopo anni di silenzio l'Amministrazione ammette - e soltanto dopo la nostra Interrogazione discussa nel Consiglio comunale del 20.4 - che il progetto di realizzazione a L'Aquila della “Scuola di alta formazione per la Pubblica Amministrazione” è in clamoroso ritardo. Un progetto approvato nel lontano 2021 e finanziato dal Governo con l'esorbitante somma di €20mln nel 2023. Un progetto che dovrebbe concludersi entro il 2026, con il pieno avviamento della Scuola e delle attività didattiche, strutturate in una sede idonea e dedicata allo scopo.

A pochi mesi dalla rendicontazione dell'iniziativa, l'Amministrazione produce una montagna di chiacchiere, la solita grancassa mediatica ricca di enfasi quanto vuota di contenuto. La risposta alla nostra interrogazione - pervenuta con ben sei mesi di ritardo - ci fa sapere che sono attivi protocolli di intesa e gruppi di lavoro, esiste un comitato di coordinamento del progetto, si sta cercando l'immobile che ospiterà la Scuola, etc, etc.

Ma a cinque anni dall'avviamento del progetto siamo ancora poco oltre lo “zero virgola”, siamo ai protocolli, ai gruppi di lavoro ed alla “sede-che-non-c'è”. E dato che la sede non c'è, ma la Scuola deve partire per non perdere i finanziamenti, ecco l'escamotage tipico della piccola gestione del governo cittadino: facciamo finta di partire, realizzando un brevissimo corso in quel di San Basilio, nella zona più tragicamente congestionata e priva di parcheggi della Città, già oggetto di forti polemiche nei mesi scorsi, da quando è stata presa l'assurda decisione di trasferire Economia proprio in quell'imbuto di traffico.

A fronte di una tale modo di “fare finta” condito da una comunicazione vuota, emblematica dello stato penoso in cui è ridotto il Comune, osserviamo:

  • per quale motivo il Consiglio comunale, quindi i cittadini, nulla sa delle “Indagini di mercato” in corso di svolgimento per il reperimento della sede? Sono in corso accordi sottobanco e l'Avviso pubblico sarà pubblicato a scadenza di 7 giorni quando gli accordi con i “soliti noti” saranno già conclusi?
  • per quale motivo non esiste un cronoprogramma pubblico dell'intervento, condiviso con il Consiglio comunale, un cronoprogramma obbligatorio secondo la Convenzione sottoscritta dalle parti (Comune, Univaq e SNA) e del quale nulla è dato sapere?
  • perché tutto questo si svolge senza nessun coinvolgimento della Città dei suoi corpi intermedi, perché non sono stati resi pubblici e discussi in Consiglio comunale i “programmi operativi” che, entro 60 giorni dalla sottoscrizione della convenzione, sarebbe stato obbligo del Comune produrre come soggetto attuatore? La Scuola richiede una sede idonea ma pure strutture didattiche, la contrattualizzazione di personale docente, supporti didattici, etc. Come sarà reperito tutto questo personale? Con le solite logiche opache alle quali ci ha abituati questa Amministrazione?

La verità amara è che i tempi dettati dalla Convenzione non sono stati rispettati ed il Comune ora deve fare una corsa contro il tempo, poco trasparente nelle procedure attuative, per non perdere le risorse.

Stiamo perdendo una importante occasione. La Scuola potrebbe portare in Città centinaia di docenti ed allievi, valorizzare la nostra vocazione alla formazione specialistica, con la presenza sul territorio di importanti realtà come Univaq e GSSI. Il progetto, per la sua rilevanza, avrebbe dovuto coinvolgere tutte le articolazioni cittadine, valorizzare la società civile, ed invece si sta svolgendo nelle segrete stanze senza evidenza alcuna. La montagna ha partorito il topolino: non è con un corso di 5 giorni e la vuota retorica comunicativa del Comune che si fa la Scuola.

Noi riteniamo che il Consiglio comunale, ovvero i cittadini, abbia diritto di sapere come verrà reperita la sede - chi sarà il solito fortunato? - e come sarà reperito il personale ed attendiamo una risposta vera alla nostra Interrogazione. Anche su questo argomento, come sullo scandalo dell'ex Zecca, non molleremo e non permetteremo il solito sperpero di risorse pubbliche a favore dei privati, giustificato sulla base di un'urgenza creata sempre ad arte, proprio per confondere ed aggirare le normali procedure selettive. - Gianni Padovani ed Enrico Verini -