Screening del tumore del colon-retto, convenzione scaduta
Sanità, figuraccia del centrodestra: la Regione invita i cittadini a consegnare alle farmacie i campioni per lo screening del tumore del colon-retto, ma la convenzione è scaduta
- La Redazione
PESCARA - Diversi cittadini della Provincia di Pescara stanno registrando, in queste settimane, un grave disservizio legato allo screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto tramite ricerca del sangue occulto nelle feci.
Con l’approvazione della Delibera di Giunta Regionale n. 376/2024 del 26 giugno 2024 “Linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità”, la Regione ha previsto il supporto delle farmacie nella raccolta dei campioni biologici per il testo.
Stando allo specifico allegato alla Delibera, lo screening sarebbe dovuto partire con l’arruolamento dei cittadini, stimati in circa 8.850, di età compresa tra i 50 e i 69 anni, nel giugno/luglio 2024. Tuttavia i tempi si sono dilatati. In questi giorni, infatti, la Asl di Pescara sta ancora inviando ai cittadini il kit per la raccolta del campione, allegando la lettera con l’elenco delle diverse farmacie in cui poterlo riconsegnare, con tanto di indicazione del giorno della settimana in cui farlo.
Peccato però che i cittadini, raggiunte le farmacie, stiano riscontrando l’impossibilità di riconsegnare il campione in quanto la convenzione con la Asl è scaduta il 31 dicembre 2025.
Come detto, le lettere stanno continuando ad arrivare sebbene il 31 dicembre sia ormai bello che passato. Una situazione paradossale, per non dire ridicola, se solo non ci fosse di mezzo un importante strumento di prevenzione.
La campagna di screening rappresenta uno strumento decisivo, per questo ci chiediamo per quale motivo si invitino i cittadini a riconsegnare il campione in farmacia quando la convenzione è ormai scaduta, e non li si informi piuttosto che l’unico punto di riconsegna, a questo punto, sono i distretti sanitari, con tutto quello che ne consegue in termini di raggiungibilità e di aperture.
È davvero un peccato che questa sperimentazione, che prevedeva inoltre che le farmacie svolgessero attività di informazione e counseling con lo scopo di aumentare l’adesione da parte dei cittadini, venga messa da parte in questo modo. Un epilogo che a mio avviso rischia di tradursi in gravi rischi in materia di prevenzione e salute, ecco nel dettaglio gli effetti prodotti:
• riduce l’adesione allo screening, perché la farmacia rappresentava il punto di prossimità più accessibile e familiare per i cittadini;
• vanifica gli investimenti fatti per avviare la sperimentazione e formare il personale;
• disorienta la popolazione, che riceve comunicazioni ufficiali non corrispondenti ai servizi realmente disponibili;
• scarica sulle Asl un carico organizzativo aggiuntivo, senza alcun beneficio per l’efficienza del sistema;
• crea un disservizio e un costo per la cittadinanza, soprattutto per le aree interne. I cittadini testati, infatti, dovranno spostarsi dai Comuni montani per raggiungere i distretti abilitati alla consegna.
Chiediamo alla Regione Abruzzo e alla Asl di Pescara di chiarire pubblicamente le ragioni della mancata proroga della convenzione con le farmacie, di comunicare in modo trasparente ai cittadini lo stato del servizio, adeguando celermente la documentazione trasmessa per posta, e di riattivare prima possibile la collaborazione con le farmacie, occupandosi di comunicare fin da subito chi è nelle disponibilità di ricevere i campioni.
La prevenzione oncologica non può essere oggetto di incertezze amministrative né di decisioni non coordinate. La salute dei cittadini abruzzesi merita continuità, serietà e servizi realmente accessibili.
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale
Antonio Blasioli