Sanità territoriale, servono risposte subito e non strutture vuote

Paolucci-Di Marco-Blasioli: “Con i medici di base sarà una battaglia comune"

- Walter Cori

Sanità territoriale, servono risposte subito e non strutture vuote

PESCARA - “Restiamo mobilitati al fianco dei medici di medicina generale perché le richieste avanzate oggi durante l’incontro con i sindacati della medicina territoriale trovino finalmente risposte concrete da parte della Regione. La vertenza aperta sulla sanità territoriale riguarda il diritto alla cura dei cittadini abruzzesi e il futuro stesso dell’assistenza sui territori, soprattutto nelle aree interne e più fragili”, così i consiglieri regionali del gruppo PD, Silvio Paolucci, Antonio Di Marco e Antonio Blasioli, al termine dell’incontro odierno con le organizzazioni sindacali dei medici di base mobilitati per il rafforzamento dei servizi territoriali e per il rinnovo dell’accordo integrativo regionale.

Raccogliamo e condividiamo le preoccupazioni espresse dai professionisti che ogni giorno garantiscono il presidio sanitario di prossimità, spesso in condizioni difficili e con organici insufficienti e senza un integrativo che consenta di guardare a futuro e servizi – rimarcano i tre esponenti PD -. Per questo chiediamo immediatamente la convocazione di una Commissione Vigilanza dedicata, nella quale audire i medici di medicina generale, portare le loro proposte e costruire insieme una piattaforma attuabile che consenta di dare gambe vere alla sanità territoriale. È indispensabile che la Regione annunci una specifica norma finanziaria affinché le risorse sottratte alla sanità territoriale vengano reinvestite nell’accordo integrativo richiesto dai medici. Parliamo di almeno 4 milioni di euro interessati dai tagli, che devono poter essere utilizzati per almeno un triennio, così da garantire stabilità organizzativa, servizi e programmazione. Il confronto con la Regione deve inoltre tenere conto delle enormi differenze territoriali dell’Abruzzo. Le aree interne, montane e più svantaggiate non possono essere lasciate sole. Occorre assicurare una reale copertura dei servizi sanitari territoriali, evitando che Case e strutture di comunità si trasformino in scatole vuote prive di personale e funzioni. Serve invece investire seriamente nella deospedalizzazione, rafforzando la medicina territoriale affinché possa integrare davvero la rete ospedaliera, soprattutto nella gestione degli acuti e delle fragilità. La mobilitazione continuerà finché non arriveranno risposte certe. La sanità territoriale non può essere affrontata con annunci o operazioni di facciata: servono risorse, programmazione e ascolto dei professionisti che ogni giorno tengono in piedi il sistema sanitario abruzzese”.