Sanità, Sottanelli: "Penalizzata la provincia di Teramo"
Atto aziendale: "È necessario sapere chi decide, su quali basi e con quale visione complessiva" aggiunge il deputato di Azione
2026-01-15T16:50:00+01:00 - Walter Cori
TERAMO – “Quello che sta accadendo attorno all’atto aziendale della ASL di Teramo rappresenta una questione politica che riguarda l’equità del sistema sanitario regionale. È necessario sapere chi decide, su quali basi e con quale visione complessiva: non si può liquidare una questione di questa portata come un semplice adeguamento tecnico, senza assumersi fino in fondo la responsabilità di queste scelte”. Lo dichiara Giulio Sottanelli, segretario regionale di Azione e deputato.
Nei giorni scorsi la Regione Abruzzo non ha dato il via libera all’atto aziendale della ASL di Teramo, contestando in particolare l’istituzione di due Unità Operative Complesse: la Chirurgia dell’Ospedale di Sant’Omero e le Malattie Infettive di Teramo. Una scelta motivata dal richiamo ai criteri nazionali del DM 70 e ai bacini di utenza, che impone di fatto un ridimensionamento rispetto all’impostazione proposta dall’azienda sanitaria.
“Il punto – sottolinea Sottanelli – è che il richiamo al DM 70 non può valere solo quando fa comodo. Se in Abruzzo esistono territori con dotazioni di Unità Operative Complesse uguali o superiori, anche a fronte di bacini di utenza comparabili o inferiori, è legittimo chiedersi perché Teramo debba essere l’unica provincia chiamata a fare un passo indietro”.
“Il rischio concreto – conclude Sottanelli – è l’aumento della mobilità passiva, l’indebolimento degli ospedali di confine e la perdita di professionalità che si sono formate e radicate sul territorio. Una sanità che interviene sempre sugli stessi presìdi non diventa più efficiente, ma più fragile. Per questo auspico che i consiglieri regionali eletti nella provincia di Teramo non consentano che questo atto di penalizzazione passi nel silenzio generale. O si difende il territorio, oppure ci si assuma apertamente la responsabilità politica di averlo sacrificato”.