Sanità privata accreditata in Abruzzo, Uil: si tutelino i lavoratori
Il sindacato: Marsilio si faccia promotore di un'iniziativa per l'equità sociale nel settore e per l’equa ripartizione del fondo sanitario
- La Redazione
L'AQUILA – “Garantire a tutti i cittadini il medesimo diritto alla salute e sostenere chi ogni giorno lavora nelle strutture della sanità privata accreditata della nostra regione sono sfide fondamentali che richiedono visione, equità e determinazione istituzionale”. È in quest'ottica che il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo e il segretario generale della Uil Fp Abruzzo, Antonio Ginnetti, si rivolgono al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
“Uil e Uil Fp – aggiungono - guardano con grande attenzione e piena condivisione alla battaglia che il presidente Marsilio sta conducendo con fermezza all'interno della Conferenza Stato-Regioni, richiamata anche nella sua intensa lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per superare il criterio della sola densità abitativa nella distribuzione del Fondo Sanitario Nazionale e tutelare le aree interne e i territori marginali, evitando che si generi un 'diritto alla salute diseguale per i cittadini'. Così come il Presidente si è fatto autorevole promotore di un criterio più equo nella ripartizione delle risorse pubbliche per non penalizzare i territori più complessi, la Uil e la Uil Fp Abruzzo gli chiedono oggi di farsi parimenti capofila di una grande iniziativa di equità sociale nel settore della sanità privata accreditata. Le due istanze condividono la medesima matrice: non può esserci una piena tutela del diritto alla salute senza la contestuale valorizzazione di chi la salute la garantisce quotidianamente sul campo. Migliaia di operatori della sanità privata accreditata erogano prestazioni finanziate con risorse pubbliche per conto del Servizio Sanitario Regionale con la stessa dedizione e responsabilità del personale pubblico, ma continuano a subire pesanti disparità sul piano salariale, dei diritti e delle condizioni di lavoro”.
“La grave crisi del sistema sanitario privato, caratterizzata dall’abbandono delle professioni sanitarie e dalla fuga di medici, infermieri e OSS verso condizioni più favorevoli – spiegano i due sindacalisti - non si risolve soltanto aumentando i posti nelle università, ma intervenendo sulle condizioni in cui queste professioni vengono concretamente esercitate. Retribuzioni adeguate, tutela della salute e della sicurezza, formazione continua e stabilità occupazionale non sono elementi scissi dalla qualità dell’assistenza, ma ne costituiscono parte integrante .In questo contesto, Uil e Uil Fp Abruzzo chiedono al Presidente Marsilio di farsi promotore dell'immediata e piena attuazione della Legge 118/2022 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), ponendo fine alla stagione dei continui rinvii e introducendo una vera e propria “condizionalità sociale” dell’accreditamento e del convenzionamento. L'accesso alle risorse e alle convenzioni pubbliche deve essere vincolato a requisiti inderogabili: il rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, la regolarità retributiva e contributiva e la piena tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Parallelamente, occorre orientare l'azione verso un sistema sanitario in cui il settore pubblico e quello privato operino in modo complementare, ponendosi unicamente al servizio delle esigenze di cura dei cittadini”.
“Riconosciamo al Presidente Marsilio la sensibilità e la determinazione dimostrate nel difendere la specificità del nostro territorio e, al contempo, il diritto alle cure dei cittadini abruzzesi residenti nelle aree interne a bassa densità abitativa, attraverso la ricerca strutturale di maggiori risorse economiche da redistribuire per il potenziamento dei servizi sanitari nelle aree più disagiate - concludono Michele Lombardo e Antonio Ginnetti -. Lo invitiamo ora a guidare questo ulteriore e fondamentale passo avanti in Abruzzo e a farsi portavoce di questa istanza anche in Conferenza delle Regioni, sollecitando Governo e Parlamento in vista della prossima Legge di Bilancio per evitare ulteriori rinvii normativi. Le risorse della collettività non possono finanziare il dumping contrattuale o premiare chi fa concorrenza comprimendo il costo del lavoro. Difendere il salario e la dignità di chi cura i cittadini significa rafforzare la tenuta dell'intero Servizio Sanitario Regionale”.