Sanità: PD Abruzzo a confronto con operatrici, operatori e rappresentanze del settore
Verso il congresso delle idee. “Serve una svolta vera, la riforma del sistema sanitario regionale"
- La Redazione
PESCARA - Si è svolto oggi pomeriggio a Pescara, nella sala Corradino D’Ascanio della Regione Abruzzo, l’incontro promosso dal Partito Democratico Abruzzo nell’ambito del percorso del Congresso regionale delle idee, dedicato al futuro della sanità abruzzese. All’iniziativa hanno preso parte operatrici e operatori sanitari, organizzazioni rappresentative del lavoro nel settore, associazioni professionali, addetti ai lavori e realtà impegnate quotidianamente nel funzionamento del sistema sanitario regionale, oltre alla galassia regionale del Pd, era presente anche il leader del patto per l’Abruzzo Luciano D’Amico.
“Il sistema sanitario regionale attraversa una fase particolarmente complessa – sottolineano il segretario regionale Daniele Marinelli, con la coordinatrice della segreteria regionale Emanuela Di Giovambattista – segnata da criticità finanziarie, difficoltà organizzative e da bisogni di salute in crescita legati ai cambiamenti demografici e sociali dell’Abruzzo. Per questo riteniamo indispensabile aprire una riflessione seria e condivisa sulle riforme necessarie per rafforzare la sanità pubblica, migliorare la qualità dei servizi e garantire pienamente i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio”.
Un incontro che aggiunge un tassello sostanziale alla costruzione del mosaico del congresso delle idee, che il partito sta svolgendo in queste settimane: “L’incontro dà seguito alle azioni del Pd Abruzzo su questo fronte sensibile ed è stato pensato come un momento di ascolto e confronto diretto con chi vive la trincea - spiega Andrea Catena, dell’Ufficio del programma della Segreteria regionale - , con l’obiettivo di raccogliere contributi, analisi e proposte utili a costruire una piattaforma di riforma anche della sanità pubblica abruzzese. Una linea dettata proprio dall’orizzonte del congresso delle idee e dal suo scopo di attuare una riforma condivisa del sistema Abruzzo”.
Nel corso dell’incontro è stata analizzata anche l’impostazione del Programma Operativo 2026–2028 approvato dalla Giunta regionale, che secondo il Partito Democratico presenta limiti evidenti e su cui il gruppo Pd in Consiglio regionale sta svolgendo un importante lavoro di analisi e proposta insieme alle altre forze del Patto, a cui si somma il grande lavoro dei consiglieri regionali del Pd e dell'opposizione in Commissione Sanità e Vigilanza, dove sono approdate istanze e importanti richiami al confronto proprio da parte del centrosinistra. “Il piano approvato dalla maggioranza – spiega il capogruppo Silvio Paolucci a nome di tutti i consiglieri – nasce con un’impostazione prevalentemente contabile e priva di una reale visione di riorganizzazione della sanità abruzzese. Le osservazioni dei Tavoli ministeriali confermano che permangono criticità strutturali sull’equilibrio economico e sulla definizione della rete ospedaliera. Questo significa che il piano non affronta le cause profonde dello squilibrio del sistema sanitario regionale. L’impostazione del centrodestra si caratterizza per tre scelte sbagliate: le riduzioni lineari della spesa che rischiano di colpire servizi, investimenti e personale; il rinvio delle decisioni strutturali sulla rete ospedaliera e sull’assetto delle ASL; un’apertura ambigua al partenariato pubblico-privato nella gestione dei presidi ospedalieri. Particolarmente grave è la decisione di rinviare al 2028 la riorganizzazione delle ASL e della governance sanitaria. In un sistema sottoposto a monitoraggio ministeriale, rinviare le riforme significa limitarsi a gestire l’emergenza senza affrontare i problemi”.
Durante il confronto è emerso con forza come il vero nodo della sanità abruzzese resti la debolezza della sanità territoriale. Il sovraffollamento degli ospedali, le liste d’attesa e la mobilità sanitaria sono infatti il risultato di una presa in carico ancora insufficiente dei pazienti cronici e delle fragilità sociali. Serve un investimento deciso nella medicina di prossimità con case della comunità realmente operative, assistenza domiciliare, infermieristica di famiglia, telemedicina e una integrazione stabile con i servizi sociali dei comuni. Allo stesso tempo è indispensabile avviare la riorganizzazione delle ASL e rafforzare la governance regionale, in particolare nelle funzioni strategiche di programmazione, acquisti, sistemi informativi e controllo della spesa. La ridefinizione della rete ospedaliera, secondo il PD, dovrà puntare su specializzazione dei presidi, riduzione delle duplicazioni, investimento sulla qualità delle cure, garantendo allo stesso tempo l’equità territoriale. “Il contenimento dei costi – concludono – deve passare dalla riduzione degli sprechi, da una centrale unica degli acquisti realmente operativa e da una gestione più efficiente della spesa farmaceutica, non dal taglio indiscriminato dei servizi o del personale sanitario. Dal confronto di oggi è emerso chiaramente che la sostenibilità finanziaria della sanità non può essere il risultato di semplici tagli, ma di una riforma strutturale del sistema. Solo rafforzando la sanità territoriale, riorganizzando la governance e investendo sulle professionalità sarà possibile garantire ai cittadini abruzzesi una sanità pubblica più efficiente, equa e vicina ai bisogni delle comunità”.