Sanità, non bastano risposte emergenziali: le proposte istituzionali dell'OPI Teramo
Le sole risorse finanziarie non possono ritenersi risolutive se non inserite nell'alveo di riforme strutturali profonde, volte a restituire attrattività e stabilità alla figura infermieristica.
- La Redazione
TERAMO - Lo stanziamento di 37,8 milioni di euro deliberato dalla Giunta Regionale dell’Abruzzo per il potenziamento della sanità territoriale rappresenta un provvedimento programmatorio che questo Ordine valuta con attenzione. Tuttavia, le sole risorse finanziarie non possono ritenersi risolutive se non inserite nell'alveo di riforme strutturali profonde, volte a restituire attrattività e stabilità alla figura infermieristica.
Nel pieno sostegno delle posizioni espresse dalla Federazione Nazionale (FNOPI), questo Ordine provinciale intende riaffermare le proprie prerogative istituzionali su precise priorità normative ed economiche non più procrastinabili.
Evoluzione delle carriere, riconoscimento economico e superamento del vincolo di esclusività
L'adeguamento dei modelli assistenziali impone il recepimento ordinamento-giuridico e contrattuale delle evoluzioni formative della categoria, in particolare con l'avvento delle nuove lauree magistrali ad indirizzo clinico. Lo sviluppo di tali competenze specialistiche richiede un corretto riconoscimento economico e di carriera, attraverso progressioni e ruoli organizzativi definiti. In questo quadro, il vincolo di esclusività si configura come un anacronismo limitante: l'Ente ne richiede la definitiva abolizione legislativa per garantire il libero esercizio professionale, superando la logica delle deroghe parziali. La complessità dello scenario nazionale trova conferma nella Regione Lombardia, dove persino i provvedimenti indennitari per il personale delle aree di confine con la Svizzera subiscono rallentamenti operativi a causa dell'assenza di coperture finanziarie strutturali.
La ferma posizione istituzionale contro la legislazione in deroga
Sul tema della sicurezza delle cure, la posizione di questo Ordine è netta e rigorosa: si esprime ferma contrarietà verso il reiterato ricorso alla legislazione in deroga, inclusa quella introdotta tramite i decreti Milleproroghe. L'inserimento nei servizi sanitari di personale che bypassi la necessaria e preventiva verifica ordinistica sui percorsi di studio e sulla reale padronanza linguistica lede le garanzie poste a tutela del cittadino. Le criticità assistenziali registrate presso le strutture del San Raffaele a Milano dimostrano come una solida preparazione clinica e una comunicazione efficace con l'assistito costituiscano requisiti minimi insostituibili per la tutela della salute pubblica.
Integrazione dei sistemi assistenziali: la sinergia per il PAI e il Nomenclatore
Il progresso della professione e la sicurezza dei percorsi di cura passano attraverso la digitalizzazione e la standardizzazione dei processi assistenziali. Questo Ordine guarda con favore al modello attuato nella Regione Lazio, dove il lavoro di OPI Roma ha permesso l’integrazione del PAI (Professional Assessment Instrument) nella cartella clinica elettronica. In quest'ottica, il coordinamento degli ordini abruzzesi sta operando in stretta collaborazione con l'Assessorato alla Salute della Regione Abruzzo per l'adozione del Nomenclatore Unico delle prestazioni infermieristiche, al fine di implementare uno strumento di programmazione che assicuri tracciabilità e omogeneità dell'assistenza sul territorio regionale.
Prerogative sussidiarie e dotazioni organiche nella provincia di Teramo
Ai sensi della Legge n. 3 del 2018 (Legge Lorenzin), gli Ordini professionali operano quali enti pubblici non economici sussidiari dello Stato, aventi come fine supremo la salvaguardia della salute pubblica. In virtù di tale mandato, l'OPI Teramo rivendica una partecipazione stabile e permanente ai tavoli di programmazione e di verifica della Regione. È dovere istituzionale dell'Ordine vigilare affinché i contingenti di personale e le dotazioni organiche, tanto nel settore pubblico quanto nel settore privato, siano numericamente adeguati e strutturalmente corretti. Solo il rispetto di parametri organizzativi scientificamente validati può garantire un servizio di qualità alla cittadinanza, tutelando contestualmente la dignità e l'operato degli oltre 2.500 infermieri iscritti all'Albo della provincia teramana.
Il Presidente
Dott. Andrea Fini