Sanità, nessuna giustificazione dal centro destra

Giovanni Cavallari: "Otto anni di Marsilio e quattro di Meloni urgono solo risposte"

- Walter Cori

Sanità, nessuna giustificazione dal centro destra

TERAMO - Il Capogruppo di Abruzzo Insieme: «Il Fondo sanitario ai massimi storici non significa che le risorse siano sufficienti. Verrecchia risponda sui problemi concreti e si occupi con maggiore attenzione anche delle questioni che gli competono, a partire dai sub-ambiti dei rifiuti».

«La replica del capogruppo di Fratelli d'Italia Massimo Verrecchia conferma la volontà di spostare il confronto dal merito dei problemi alle polemiche politiche. Ma la questione è semplice: come intendono Marsilio e il Governo Meloni affrontare la crisi della sanità abruzzese?

Verrecchia ci ricorda che il Fondo sanitario nazionale ha raggiunto il livello più alto di sempre. Ma un dato nominale non dimostra che le risorse siano sufficienti. Il ministro Schillaci aveva indicato la necessità di almeno 5 miliardi aggiuntivi, mentre la manovra mette a disposizione 2,38 miliardi per il 2026. Il problema non è quanto sia grande il Fondo rispetto al passato, ma se le risorse siano adeguate ai bisogni reali del Servizio sanitario nazionale.

Anche sui tempi di attesa occorre evitare facili trionfalismi. Riconosco eventuali miglioramenti nei dati Agenas citati da Verrecchia, ma essere settimi in una graduatoria nazionale non significa che gli abruzzesi riescano a ottenere visite ed esami nei tempi necessari. I dati GIMBE riferiti al 2024 indicano che il 12,6% degli abruzzesi ha rinunciato a visite ed esami, contro una media nazionale del 9,9%. A questo si aggiunge un saldo negativo della mobilità sanitaria superiore ai 104 milioni di euro.

C'è poi il peso economico sulle famiglie. Il disavanzo sanitario ha contribuito all'aumento della pressione fiscale regionale attraverso l'addizionale IRPEF. Non si può chiedere agli abruzzesi di pagare di più senza garantire un miglioramento concreto dei servizi.

Quanto alle responsabilità, Verrecchia continua a guardare al passato. Ma Marsilio governa l'Abruzzo da otto anni e il Governo Meloni è in carica da quattro. È arrivato il momento di rendere conto dei risultati, senza utilizzare le responsabilità dei governi precedenti come un alibi permanente.

C'è inoltre una ragione in più per chiedere attenzione al Governo nazionale: Giorgia Meloni è stata eletta alla Camera proprio in Abruzzo, nel collegio uninominale L'Aquila-Teramo, nel 2022. L'Abruzzo le ha dato fiducia e oggi ha il diritto di aspettarsi un'attenzione concreta. Non basta rivendicare stanziamenti nominalmente superiori al passato: bisogna dimostrare che siano sufficienti a garantire il diritto alla salute.

Meloni non può ricordarsi dell'Abruzzo soltanto quando deve chiedere il voto. Deve dimostrare di ricordarsene anche quando si tratta di tutelare la salute degli abruzzesi.

Quanto a Verrecchia, respingo il tentativo di spostare il confronto sul mio impegno per la Protezione civile. Il mio lavoro istituzionale non è un argomento con cui sviare la discussione. Piuttosto, suggerirei al capogruppo di Fratelli d'Italia di organizzare meglio il proprio impegno e dedicare maggiore attenzione anche alle questioni che rientrano nelle sue responsabilità, a partire dalla gestione dei sub-ambiti dei rifiuti, sulla quale ci sono questioni che meritano risposte e un impegno ben più concreto.

La battaglia per una più equa ripartizione del Fondo sanitario nazionale è giusta e la sostengo. Ma non può essere l'unica risposta di Marsilio. Servono maggiori risorse dal Governo nazionale e una strategia regionale concreta per ridurre le liste d'attesa, rafforzare gli organici, contenere la mobilità passiva e alleggerire il peso fiscale sulle famiglie.

Dopo otto anni di governo regionale e quattro di governo nazionale, gli abruzzesi non hanno bisogno di classifiche, polemiche o scaricabarile. Hanno bisogno di una sanità che funzioni.

La salute non si difende con la propaganda, ma garantendo ogni giorno il diritto alle cure. Ed è su questo che Marsilio e il Governo Meloni devono rispondere ai cittadini».