Sanità, l’Abruzzo è l’unica regione in piano di rientro che peggiora
Paolucci sulla relazione della Corte dei Conti: conferma le denunce del Pd, più tasse e meno servizi per gli abruzzesi
– La Redazione
PESCARA - “La relazione della Corte dei Conti al Parlamento sugli esercizi 2023 e 2024 certifica, nero su bianco, tutto ciò che il Partito Democratico e l’opposizione denunciano da anni sulla gestione disastrosa della sanità regionale da parte della Giunta Marsilio. I giudici scrivono una cosa gravissima: l’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro che registra un peggioramento costante dei conti sanitari, con una gestione giudicata priva di governo e con forti dubbi sulla sostenibilità del sistema sanitario regionale. Quando abbiamo denunciato, Marsilio ha sempre detto che non era vero, di fronte a questa nuova certificazione, non potendo negare, ci aspettiamo che risponderà che si tratta di dati vecchi. Sì, saranno anche dati che fotografano anni passati, ma è su quello spaccato che oggi l’Abruzzo sta già pagando 40 milioni di euro di tasse in più e ne pagherà ancora per gli anni a venire”, commenta il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci.
“E mentre i cittadini mettono mano al portafoglio, devono accontentarsi di una sanità che non funziona, con servizi in calo, prestazioni ridotte, carenze di personale, liste d’attesa infinite, rinuncia alle cure e mobilità passiva in aumento – sottolinea il consigliere -. Una sanità che era a posto nei cinque anni di governo del centrosinistra, come attestano i dati. Nel solo 2024 il disavanzo sanitario ha superato i 115 milioni di euro, poi rideterminato in oltre 112 milioni, tanto da costringere la Regione a destinare stabilmente le maggiorazioni fiscali – IRPEF e IRAP – alla copertura delle perdite sanitarie. È la conferma che le tasse imposte agli abruzzesi non sono una scelta, ma il prezzo dell’incapacità di questa Giunta di governare la sanità. Altro che propaganda. Qui siamo davanti a un giudizio ufficiale dello Stato che parla di assenza di governo del Servizio sanitario regionale. E mentre i cittadini mettono mano al portafoglio, devono accontentarsi di una sanità che non funziona, con servizi in calo, prestazioni ridotte, carenze di personale, liste d’attesa infinite, rinuncia alle cure e mobilità passiva in aumento".
"La relazione segnala inoltre: il fallimento della programmazione, con il Programma Operativo ancora mancante o in ritardo cronico; livelli essenziali di assistenza insufficienti, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza territoriale; ritardi gravi nei pagamenti, con oltre il 39% delle fatture pagate fuori tempo e situazioni particolarmente critiche nelle ASL di Pescara e Avezzano-Sulmona-L’Aquila; reti territoriali incomplete, RSA e accreditamenti ancora fermi, cure domiciliari non adeguate agli standard nazionali; un sistema che continua a scaricare inefficienze sui cittadini invece di correggerle. Marsilio può continuare a dire che va tutto bene, ma la verità è che l’Abruzzo oggi paga più tasse per avere meno sanità. E questo è il fallimento politico più grave di questa legislatura, tant’è vero che il Governo è stato costretto a varare il salva-Abruzzo”, conclude Paolucci.