Sanità, Comitato Val Vibrata: "L'atto aziendale ASL un'occasione persa per il riequilibrio"
"Soddisfazione per la Chirurgia a Sant’Omero, ma la sanità pubblica continua a pagare il prezzo più alto" si sostiene nella nota
- Walter Cori
SANT’OMERO (TE) – «Ma le cliniche private abruzzesi sono per caso intoccabili? O sacre, come le vacche in India?».
È la domanda provocatoria che si pone il Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica, all’indomani della pubblicazione della versione finale dell’Atto Aziendale della ASL di Teramo.
Se da un lato il Comitato accoglie con evidente soddisfazione il ripristino della UOC di Chirurgia presso l'Ospedale di Sant’Omero, dall'altro non può fare a meno di evidenziare come l'operazione sia avvenuta a "saldo zero" per la ASL teramana: per fare spazio alla struttura vibratiana, è stata infatti sacrificata la UOC del SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) del Mazzini.
Il nodo del DM 70 e il confronto con L'Aquila - Secondo il Comitato, sull'altare della tutela del privato viene sacrificato lo stesso DM 70, il regolamento ministeriale che disciplina la distribuzione delle Unità Operative in base ai bacini di utenza. Analizzando la Chirurgia Generale, emerge una netta disparità tra le programmazioni sanitarie delle ASL di Teramo e L’Aquila:
- ASL L’Aquila: conta tre UOC pubbliche a cui si aggiunge una struttura privata con 21 posti letto (equiparabile nei fatti a una UOC). Questo porta a una media di un reparto ogni 75.000 abitanti, un dato nettamente inferiore al limite minimo di 100.000 previsto per la specialistica.
- ASL Teramo: con sole due UOC pubbliche presentava un bacino di ben 154.000 abitanti per reparto; dato che si riallinea oggi a circa 103.000 grazie al ripristino della terza UOC a Sant'Omero.
L'occasione persa per il riequilibrio - «La riorganizzazione dell'Atto Aziendale rappresenta una grande occasione persa per un riequilibrio territoriale ed equo», sottolinea la nota del Comitato. «Sarebbe bastato ridurre di soli quattro posti letto la Chirurgia della clinica privata L’Immacolata di Celano, quindi ricadente nell’ASL dell’Aquila, per toglierle l’equivalenza a UOC e riportare il bacino d’utenza dell'aquilano alla soglia regolamentare dei 100.000 abitanti. Un’operazione logica e opportuna che però potrebbe aver incontrato una forte opposizione, dimostrando come il settore privato, anziché essere integrativo, finisca per diventare sostitutivo del pubblico».
Prossime battaglie: il nodo Ostetricia e Ginecologia - Nonostante il risultato ottenuto per il reparto di Chirurgia a Sant'Omero, la guardia del Comitato Civico resta alta. La battaglia per la difesa del presidio ospedaliero prosegue, con un punto ancora dolente da sanare: «Continueremo la nostra attività di vigilanza e protesta — conclude il Comitato — ribadendo con forza che la soppressione della UOC di Ostetricia e Ginecologia ha rappresentato un vero e proprio furto ai danni del nostro territorio» - Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica -