Sanità a "dieta" solo a Teramo, il Val Vibrata paga il conto dei tagli

Il Comitato Civico: la Regione fa un passo indietro e penalizza la Asl di Teramo rispetto alle altre aziende

2026-01-14T11:05:00+01:00 - La Redazione

Sanità a "dieta" solo a Teramo, il Val Vibrata paga il conto dei tagli

SANT'OMERO - C’è un tale che, dopo essersi ingozzato a crepapelle, quando arriva al caffè decide di mettersi a dieta e rinuncia allo zucchero. È questa l’immagine che meglio descrive oggi il governo della sanità in Abruzzo: si è speso senza misura per alcune ASL - tra strutture pubbliche e private - e poi, al momento dei risparmi, si colpiscono sempre gli stessi territori: Teramo ed in particolare la Val Vibrata.

In questi giorni la Regione Abruzzo sta negando l’istituzione di due Unità Operative Complesse fondamentali: la Chirurgia Generale dell’Ospedale di Sant’Omero e le Malattie Infettive di Teramo. Nella legge regionale di riordino della rete ospedaliera del dicembre 2023 entrambe erano previste come UOSD; successivamente, nell’Atto Aziendale della ASL di Teramo, erano state invece legittimamente elevate a UOC. Oggi però la Regione, attraverso Agenzia Sanitaria e Dipartimento Sanità, rifiuta questa scelta e impone un passo indietro, richiamandosi al DM 70 e ai bacini di utenza.

Ma il DM 70 vale solo per Teramo?

Se si guarda alla Chirurgia Generale, la ASL dell’Aquila – che ha un bacino di utenza inferiore a quello di Teramo – dispone di tre UOC: all’Aquila, ad Avezzano e a Sulmona. A Teramo, senza Sant’Omero, ne resterebbero solo due. Una disparità evidente e difficilmente giustificabile.

Lo stesso accade per le Malattie Infettive. Secondo la programmazione regionale oggi ribadita, a Teramo sarebbe consentita solo una UOSD, mentre a L’Aquila esistono una UOC e una UOSD, a Chieti una UOC e una UOSD, a Pescara una UOC e una UOS. Anche in questo caso Teramo è l’unico territorio a cui viene chiesto di rinunciare.

A pagare il prezzo più alto è la Val Vibrata, ospedale di confine che dovrebbe essere tutelato e rafforzato proprio per contrastare la forte mobilità passiva verso le Marche, che sottrae risorse alla sanità abruzzese. Invece viene progressivamente indebolito. Emblematico è il caso del Punto Nascita di Sant’Omero, unico in Abruzzo a perdere la UOC nonostante superi stabilmente, anche nel 2025, la soglia dei 500 parti, mentre presìdi come Lanciano e Sulmona, che non raggiungono questo numero, la mantengono.

A questo si aggiungono carenze di personale ormai gravi in reparti strategici come Medicina Interna, Terapia Intensiva, Pediatria, Cardiologia e Pronto Soccorso, con conseguenze dirette sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza. Infine, l’Ospedale Val Vibrata sconta anche una gestione incomprensibile dei posti letto: 18 posti, tutti nell’area medica tra Medicina Interna e Lungodegenza, previsti dalla programmazione regionale, non sono mai stati attivati dalla ASL.

Il Comitato Civico per la Difesa dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica porta avanti da oltre un anno questa battaglia per tutelare i diritti dei cittadini del territorio. Dopo le ultime vicende, chiediamo ai rappresentanti istituzionali, a partire dai sindaci, di prendere piena coscienza della situazione, di abbandonare le logiche di parte e di difendere con determinazione la Val Vibrata: facendo i semplici gregari, questo territorio non potrà mai vincere la sua partita. - Comitato Civico per la Tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica -