Sanità, 80 famiglie senza reddito e personale che non riesce ad andare in ferie
Taglieri (M5S): “Questo è il fallimento della gestione Marsilio-Verì”
- Walter Cori
L'AQUILA - “Nella ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti 80 lavoratrici e lavoratori perderanno il posto mentre il personale rimasto in servizio non riesce neppure a usufruire del diritto alle ferie. È questa la fotografia drammatica della sanità abruzzese dopo anni di gestione Marsilio-Verì”. Lo afferma Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, dopo la discussione in Aula della sua interpellanza sulla cessazione del lavoro somministrato nella ASL 02 e sulle conseguenze per i servizi essenziali della sanità pubblica.
“Entro il 30 giugno”, spiega Taglieri, “50 lavoratori con contratto di somministrazione saranno lasciati a casa per effetto della cessazione degli affidamenti interinali decisa dalla ASL 02. Dal primo luglio, inoltre, con il subentro del nuovo operatore per la gestione del CUP, sono previste circa 800 ore di taglio del servizio, una riduzione che corrisponde ad altre 30 persone che perderanno il lavoro. Parliamo complessivamente di 80 famiglie che improvvisamente si ritroveranno senza reddito, in un territorio già profondamente colpito dalla crisi economica e dalla progressiva riduzione dei servizi sanitari”.
L’interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle prende le mosse dalla decisione della ASL 02 di interrompere ogni forma di affidamento interinale entro il 30 giugno 2026, con il coinvolgimento di personale impiegato in settori strategici: assistenza infermieristica, 118, centrale operativa, ufficio legale, contabilità e bilancio, screening mammografico, farmacie ospedaliere, investimenti, manutenzioni e attività tecniche e amministrative.
“Ieri, in Consiglio regionale”, dichiara Taglieri, “l’Assessore Nicoletta Verì ha cercato di minimizzare la vicenda sostenendo che le professionalità perse saranno progressivamente rimpiazzate. Ma la realtà racconta altro. La realtà è fatta di ospedali sotto pressione, di servizi già in difficoltà e di operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni sempre più pesanti”.
“A tutto questo”, prosegue il capogruppo M5S, “si aggiunge un ulteriore elemento gravissimo: nella ASL 02 molti dipendenti del comparto sanitario e amministrativo non riescono nemmeno ad andare in ferie. Mancano le sostituzioni, mancano gli organici e manca una programmazione credibile. Si sta creando una situazione insostenibile nella quale da una parte si licenziano lavoratori e dall’altra il personale rimasto viene lasciato in servizio senza la possibilità di usufruire di un diritto fondamentale”.
Secondo Taglieri, “siamo davanti a un paradosso che certifica il fallimento della gestione sanitaria regionale. Nel piano operativo imposto dal Ministero alla Regione Abruzzo si sostiene che la media del personale sanitario regionale sarebbe superiore a quella nazionale. E allora le domande sono inevitabili: dove sarebbe questo personale in eccesso di cui parlano i documenti ministeriali, se nella ASL 02 si continua a lavorare in costante emergenza? Esistono strutture sovradimensionate mentre altri territori vengono lasciati senza personale sufficiente? Oppure siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una programmazione sanitaria distante anni luce dalla realtà quotidiana degli ospedali abruzzesi?”
“Il piano di rientro imposto dal Ministero”, continua Taglieri, “non nasce dal nulla, ma è la conseguenza diretta del disastro finanziario prodotto dalla gestione Marsilio-Verì. E come sempre accade, a pagare il prezzo di questo fallimento non saranno né la politica né i dirigenti, ma le lavoratrici e i lavoratori che perderanno il posto, il personale sanitario lasciato senza tutele e i cittadini abruzzesi che vedranno ulteriormente ridotti servizi essenziali già messi a dura prova”.
“Continuerò a vigilare su questa vicenda dentro e fuori il Consiglio regionale”, conclude Taglieri, “perché non si può continuare a scaricare sulle famiglie abruzzesi il costo dell’incapacità politica e amministrativa di questa maggioranza. La sanità pubblica non può essere smantellata pezzo dopo pezzo nel silenzio generale”.