Rottamazione delle cartelle, Uil: si rischia disparità tra i cittadini
Lombardo: “La reiterazione di sanatorie straordinarie rischia di indebolire ulteriormente la fiducia tra cittadini e Stato”
- La Redazione
PESCARA - Uil Abruzzo interviene sulla rottamazione delle cartelle esattoriali che concede la possibilità di accedere alla definizione agevolata per chi ha vecchi debiti relativi a Imu, Tari, Tasi, multe e bollo auto. “La recente estensione della definizione agevolata, la cosiddetta 'rottamazione', ai debiti verso Regioni ed enti locali riapre un dibattito fondamentale sul futuro del nostro sistema fiscale, dell'equità sociale e della qualità dei servizi pubblici nei territori - dichiara il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo -. L’articolo 10-quinquies del Decreto legge n. 38 del 2026 consente a Regioni e Comuni di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati all'Agenzia delle entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. I contribuenti interessati potranno presentare domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con pagamenti dilazionabili fino a 54 rate bimestrali.
"Come Uil Abruzzo e Servizio fiscale Uil nazionale - continua - riteniamo condivisibile l'obiettivo di migliorare la riscossione e recuperare crediti altrimenti inesigibili. Tuttavia, esprimiamo forte preoccupazione per la reiterazione di sanatorie straordinarie che rischiano di indebolire ulteriormente la fiducia tra cittadini e Stato. Infatti, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, il prelievo sui redditi avviene direttamente alla fonte. Chi versa regolarmente IMU, TARI, bollo auto o rispetta i piani di rateizzazione ordinari non deve sentirsi penalizzato. Condoni e rottamazioni ricorrenti rischiano di far passare il messaggio errato, che rinfocolare il debito sia più conveniente che adempiere ai propri doveri tributari”.
“La scelta di aderire - aggiunge Lombardo - è lasciata ai singoli enti locali. Questo genera forti sperequazioni: due cittadini con la stessa posizione debitoria riceveranno un trattamento diverso da un Comune all'altro in base alla residenza. Nei territori geograficamente o economicamente più fragili, anche come diversi enti della nostra regione, la rinuncia alle quote accessorie rischia di tradursi in minori servizi essenziali o nell'aumento delle aliquote per chi già paga. È importante chiarire ai cittadini che per le sanzioni amministrative non tributarie (come le multe stradali), la norma non cancella la sanzione principale, ma solo gli interessi e l'aggio. Pertanto, riteniamo che parlare genericamente di 'rottamazione delle multe' genera illusioni e disinformazione. Crediamo oggi più che mai, che occorra distinguere la difficoltà economica dall'evasione fiscale 'strategica'. Un calo improvviso del reddito, una malattia o una perdita del lavoro richiedono risposte adeguate e concrete. La tutela delle fragilità economiche deve avvenire tramite strumenti ordinari di flessibilità, come piani di rateizzazione ordinari davvero accessibili e riallineabili in caso di difficoltà documentate. Serve una trasparenza negli oneri di notifica e assistenza garantita anche per chi non ha strumenti digitali. Ma nello stesso tempo occorre trasparenza assoluta da parte degli enti locali sui dati effettivi di recupero e sulle somme rinunciate”.
“Per la Uil Abruzzo, la vera sfida consiste nel rafforzare la capacità amministrativa ordinaria degli enti territoriali – conclude il segretario -. Occorre investire in personale stabile e formato, banche dati interoperabili e cooperazione rafforzata tra Comuni, Agenzia delle Entrate e Agente della riscossione. Le eventuali entrate straordinarie recuperate con la definizione agevolata non devono giustificare tagli strutturali o essere usate come risorsa permanente, ma destinate a migliorare i servizi e alleggerire la pressione su TARI e addizionali IRPEF. Il volano più efficace, per noi è: meno tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni, ma insieme contrasto sistematico all'evasione e progressività reale del prelievo. Servono un'autonomia responsabile e un sistema di perequazione che garantisca i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) a tutti i cittadini, a prescindere dal codice di avviamento postale. Chi si trova in difficoltà va aiutato a pagare, ma chi adempie non può continuare a sostenere da solo il peso di tutti i servizi pubblici”.