Roseto degli Abruzzi, allarme sull'ex piccionaia: verificare la presenza di amianto

Nel mirino i lavori non conclusi da 110mila euro: i gruppi di opposizione chiedono chiarezza

- La Redazione

Roseto degli Abruzzi, allarme sull'ex piccionaia: verificare la presenza di amianto

ROSETO DEGLI ABRUZZI - L’Amministrazione Nugnes deve chiarire immediatamente cosa sta accadendo nell’area dell’ex piccionaia ed eventualmente assumersi le proprie responsabilità.

Quella che avrebbe dovuto essere un’operazione di bonifica e messa in sicurezza rischia di trasformarsi in una vicenda dai contorni inquietanti. I lavori, voluti e fatti eseguire dall’attuale maggioranza su un’area di proprietà privata, hanno comportato una spesa di circa 110 mila euro di denaro pubblico.

A fronte di questo esborso, emerge però una circostanza che riteniamo gravissima: il materiale derivante dagli interventi risulta ancora depositato sul posto e non è quindi stato definitivamente smaltito come previsto dalle normative di settore.

L’allarme aumenta alla luce delle indicazioni tecniche riportate sui sacchi presenti nell’area. Se vi fosse corrispondenza tra quanto indicato sugli involucri e il relativo contenuto, potrebbe trattarsi di materiale a base di amianto, una circostanza che, per la sua potenziale pericolosità, dev’essere verificata immediatamente dagli organi tecnici e sanitari competenti.

Non è accettabile che eventuali materiali pericolosi rimangano depositati all’aperto, esposti alle intemperie e al deterioramento degli involucri: qualora contenessero amianto, la loro eventuale lacerazione potrebbe comportare la dispersione di fibre nell’ambiente, con possibili conseguenze per la salute pubblica e per l’inquinamento dei terreni e delle acque circostanti.

È quindi più che giustificabile la forte preoccupazione dei residenti, che chiedono una risposta semplice ma fondamentale: il luogo in cui vivono è sicuro oppure esiste un rischio di contaminazione ambientale?

La questione politica e amministrativa è altrettanto evidente: come è possibile che, dopo una spesa di circa 110 mila euro di soldi dei contribuenti, l’intervento non risulti ancora definitivamente concluso e il materiale prodotto dalla bonifica non sia stato smaltito?

Sul posto, infatti, in cartello di cantiere indica come data di conclusione dei lavori il 17 luglio 2026. Oggi, 29 agosto 2026, qualora fosse confermata la permanenza di materiale deteriorato contenente amianto, l’amministrazione Nugnes deve spiegare pubblicamente perché un intervento di tale potenziale rischio ambientale e sanitario, che avrebbe dovuto essere completato, sia ancora in questo stato di abbandono.

Non intendiamo sostituirci agli organismi tecnici e sanitari preposti agli accertamenti. Proprio per questo chiederemo che le verifiche vengano effettuate immediatamente e che siano resi pubblici documenti, certificazioni e analisi ufficiali in grado di rassicurare i cittadini.

Se, al contrario, gli inevitabili accertamenti dovessero confermare la presenza di amianto e un deposito non correttamente gestito, dovranno essere individuate tutte le eventuali responsabilità amministrative, tecniche e operative.

L’ex piccionaia non può trasformarsi da intervento di bonifica a una bomba ecologica dimenticata. Servono subito risposte supportate da documenti ufficiali e soprattutto la certezza che il tutto non sia semplicemente diventato uno spostare un grave problema di qualche metro.

SiAMO Roseto

Fratelli d’Italia – Sezione Roseto degli Abruzzi

Noi Moderati – Sezione Roseto degli Abruzzi

Forza Roseto