Ristrutturazione ex Zecca, la "strana" vicenda del progetto
Interrogazione di Padovani e Verini per fare chiarezza sul finanziamento e sulla destinazione dell'immobile
- La Redazione
L'AQUILA - I consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini chiedono, con una interrogazione al Sindaco del Comune dell’Aquila, di fare luce sulla “strana vicenda del progetto di ristrutturazione dell'ex Zecca, invitando il Comune e l'Ufficio Ricostruzione ad un approfondimento della pratica, forse troppo frettolosamente liquidata, ed invitando i dirigenti coinvolti a sospendere eventuali atti amministrativi esecutivi ed anche sananti”.
La stranezza della vicenda, per i due consiglieri, riguarda diversi aspetti: “l’immobile ha ottenuto per una semplice ristrutturazione un finanziamento da record, quasi €70mln, il più generoso ed in assoluto più alto sinora assegnato per un singolo immobile. Con questa enorme somma si sarebbe potuto ricostruire buona parte di una delle molte frazioni che sinora hanno avuto soltanto briciole. Evidentemente la ristrutturazione dell'ex Zecca deve essere considerata questione assolutamente urgente e già questo suscita interrogativi su come vengano gestite le 'priorità' sulla ricostruzione da parte dei preposti organi”.
“Ancora più sorpresa - continuano Padovani e Verini - suscita il fatto che si tratta di un finanziamento a scatola chiusa: nel progetto approvato non viene chiarito quale sarà la destinazione finale dell'immobile. Una mancanza gravissima, la destinazione ignota, sia perché l'ex Zecca è un immobile legato alla memoria storica cittadina sia perché sorge in un'area delicatissima dal punto di vista ambientale oltre che di grande pregio paesaggistico, al punto di confluenza tra Aterno e Vetoio”.
“Ulteriori approfondimenti merita la governance del progetto. Resta un mistero su come sia stato possibile che una società partecipata, l'Alenia, abbia venduto per pochi 'spiccioli' (da quando si è appreso tra i 3 ed i 5mln di Euro) l'ex Zecca a due privati che poi, per quello stesso immobile, hanno ottenuto un finanziamento rilevantissimo di quasi €70mln per la sola ristrutturazione. E perché il vincolo posto sull'immobile dal Ministero della Cultura è casualmente pervenuto soltanto nel 2021 - aumentando ovviamente il costo/valore della ristrutturazione - per un compendio realizzato ai primi del '900? E poi, come è possibile ottenere per la ristrutturazione di un bene privato un importo pari a quasi 20 volte il valore di mercato del bene stesso? C'è un solo cittadino che possa vantare una serie di tali fortunate 'coincidenze'? La risposta è ovviamente NO”, espongono nell'interrogazione.
Per Padovani e Verini "condivisibili sono inoltre le preoccupazioni del WWF Abruzzo che segue con motivata apprensione il progetto ex Zecca. L'intero complesso si trova all'interno della fascia di rispetto fluviale e lacuale (L.431/85) e nell'area del 'Contratto di Fiume dell'Aterno', un'area a pericolosità molto elevata rispetto al rischio inondazioni. La scelta di mantenere intatta l'estensione e la localizzazione dell'immobile ex Zecca appare quindi non ragionevole, nel contesto di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti che aumentano il rischio inondazioni".
Tutto ciò premesso, Padovani e Verini chiedono al Sindaco di fare chiarezza, dato che “l'Amministrazione non può nascondersi dietro la foglia di fico che trattasi di ricostruzione privata. In effetti la ricostruzione privata viene fatta, in tal caso, con ingentissime risorse pubbliche che dovrebbero essere utilizzate con criteri di efficienza ed efficacia e sulla base di chiare priorità. La politica governante deve assumersi la responsabilità di guidare il processo assicurandone l'interesse collettivo e la coerenza urbanistica oltre che la sostenibilità ambientale che nel caso di specie appare semplicemente ignorata soprattutto sotto il profilo del rischio idraulico”.
"E' diritto dei cittadini avere chiarezza sulla destinazione finale dell'ex Zecca - incalzano i due consiglieri - e su cosa intendano appunto realizzare i privati proprietari grazie al generosissimo finanziamento accordato. Occorre sapere se la destinazione dell'immobile sia compatibile con l'enorme valore ambientale del contesto, un valore troppo elevato per rischiare di essere oggetto di una volgare speculazione, mentre al contrario una corretta ristrutturazione a fini sociali rappresenterebbe occasione irripetibile per restituire alla città uno spazio pregiato in grado di coniugare storia e cultura, ambiente e innovazione".
Si chiede, inoltre, nell'interrogazione “se è vero che per l'ex Zecca sia stata già definita la destinazione ed ospiterà tra le altre cose la Scuola della Pubblica Amministrazione oltre che il Centro nazionale di formazione del servizio civile universale (Centro SCU) nelle sue varie articolazioni”.
"L'interrogazione ha lo scopo di chiedere delucidazioni sulla congruità tra il modesto prezzo di acquisto da parte dei privati e lo straordinario contributo accordato per la ristrutturazione oltre che l'iter di acquisizione/ristrutturazione che appare poco trasparente e meriterebbe un approfondimento anche su aspetti societari. Il progetto di ristrutturazione dell'ex Zecca, così come la sua acquisizione per pochi 'spiccioli', è stato certamente un affare, un enorme affare per i privati, che noi auspichiamo essere lecito. Non è stato certamente un buon affare per la collettività, per come si è svolta la vicenda, e si è enormemente gonfiato un valore che, ahimé, sarebbe potuto essere a beneficio collettivo. Ma trattandosi in ogni caso dell'impiego di rilevantissime risorse pubbliche per la ricostruzione, fare chiarezza è un dovere minimo nei confronti dei cittadini onesti. Almeno così dovrebbe essere in uno stato di diritto", commentano Gianni Padovani ed Enrico Verini.