Riqualificazione urbana, 45 milioni di 61 Comuni rischiano di scomparire

Marinelli (PD): "Sui fondi Pinqua grave sciatteria e ritardi del Governo Marsilio"

- Walter Cori

Riqualificazione urbana, 45 milioni di 61 Comuni rischiano di scomparire

PESCARA - “Il rischio più che annunciato di far perdere all’Abruzzo i fondi Pinqua è una vicenda gravissima, che racconta meglio di qualunque slogan l’assenza di visione, la sciatteria amministrativa e l’incapacità di programmare della destra abruzzese al governo della Regione. Parliamo di 45 milioni di euro destinati alla riqualificazione urbana, all’edilizia sociale, alle piste ciclabili, agli spazi pubblici e alla qualità dell’abitare che oggi rischiano concretamente di andare perduti per colpa di ritardi, errori procedurali e gestione approssimativa”, il commento del segretario regionale del PD Daniele Marinelli.

Gravi i ritardi: è inaccettabile che fondi assegnati nel 2021 e disponibili dal 2022 siano ancora sostanzialmente fermi, mentre nel resto d’Italia i progetti Pinqua stanno prendendo forma e producendo opere e servizi per i cittadini – sottolinea Marinelli - . In Abruzzo, invece, siamo ancora impantanati tra conferenze dei servizi, gare revocate, link sbagliati, procedure rifatte e cantieri mai partiti. La verità è che questa giunta regionale è in ritardo su tutto e non ha uno straccio di visione; in questo modo anche l'approdo di risorse che rappresenterebbero una importantissima opportunità è gestito nel caos amministrativo, mettendo a rischio il rispetto delle scadenze del PNRR, che erano note a tutti sin dall’inizio. Il coinvolgimento tardivo e confuso delle amministrazioni comunali, poi, ha aggravato ulteriormente una situazione già compromessa. Le parole pronunciate in Consiglio regionale dal sottosegretario D'Amario: "La vedo dura" fanno veramente cadere le braccia. È l'ennesimo primato disastroso di una destra che continua a far perdere occasioni e opportunità all'Abruzzo.  E oggi la realtà è che 61 Comuni abruzzesi rischiano di vedere sfumare opere fondamentali per i territori e per la qualità della vita delle comunità. La cosa più grave è che le abruzzesi e gli abruzzesi potrebbero pagare due volte il prezzo di questa incapacità: prima perdendo opere attese da anni, poi rischiando di dover restituire allo Stato anche le risorse già spese per progettazioni e incarichi. Siamo concretamente vicini alle amministrazioni comunali vittime di questa sciatteria e chiediamo immediatamente una strategia di uscita da questo pasticcio, non è pensabile che a pagare l’ennesimo fallimento della destra siano i territori e la comunità”.