RipattoniArte, le impressioni di una visitatrice del museo a cielo aperto
In un borgo sospeso tra l'antico e il nuovo si distende l'arte in un connubio tra caos e placidità
- La Redazione
TERAMO - La celebre manifestazione culturale, giunta alla XX edizione, trasforma Ripattoni, frazione di Bellante-Teramo, in un Museo a cielo aperto. Su una rupe scavata dall’omonimo torrente, Ripattoni, è riconoscibile da lontano per la presenza della possente Torre degli Acquaviva, che svetta maestosa nella parte alta del borgo, chiamato, da sempre, Lu Turrione. Tra case in pietra, vie acciottolate, chiese e archi, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo. E poi, appena fuori la cinta muraria, Palazzo Saliceti, imponente costruzione nobiliare del XVI secolo dove, nel 1804, nacque il celebre patriota e giurista, Aurelio Saliceti. Attualmente sede di numerosi spazi culturali. Attraverso una viuzza si raggiunge il Belvedere che si apre sulla vallata, liberando lo sguardo sulla campagna sottostante e sulle distanti vette appenniniche.
Nel mio giro, abbastanza concitato, spinta dal cielo minaccioso, plumbeo e a tratti vergato da lampi, ho fatto in tempo a mirare La Casa dei Monaci, una casa privata, trasformata in un’opera d’arte. E, mentre il cielo nervoso mi spingeva in avanti, imprimendo rapidità al mio percorso, il borgo continuava a dettare la sua antica lentezza, in una relazione dualica che sapeva di sfida e di vita. Il ritmo lento delle case abbandonate, le vie arrampicate, le scalette smozzicate, la grotta assopita e il giardino adornato di viti carichi di grappoli d'uva, insieme lottavano e vincevano sull'accelerazione rabbiosa del cielo.
Sopra cotanta bellezza, distesa è L'arte, in un equilibrio magico, senza affanno e senza assopimento; in un connubio perfetto tra caos e placidità, con tutte le sue innumerevoli forme e i suoi variegati colori e gli Artisti tutti, conosciuti e i tantissimi altri, tutti meritevoli d'essere conosciuti. Ognuno ad esporre e a presentare le proprie opere con l’enorme portato del visibile e dell’invisibile.
Ripattoni, un paese in cammino, tra l’antico e il nuovo; con la voglia di abbandonarsi ai colori, alle parole, alla musica, alle forme, alla bellezza, a ricordarci le nostre radici, ad indicarci un possibile futuro nel visibile, ma anche e soprattutto, nell’invisibile.
A noi tutti, visitatori innamorati, la gioia di sognare.
Maria Matani