Rifiuti, Verini e Padovani: "ASM nel caos, L'Aquila ne paga il prezzo"
I consiglieri denunciano problemi nella gestione aziendale: "Il sindaco intervenga prima che la situazione degeneri"
- La Redazione
L'AQUILA - Nella nostra città c’è un problema di decoro chiaro e che non può essere più ignorato da nessuno: i rifiuti non vengono raccolti con la necessaria regolarità e si registrano cumuli pressochè in tutti i quartieri, tanto centrali, tanto periferici.
Abbiamo cercato di capire perché fino alla fine dello scorso anno non c’era questo disagio e invece subito dopo sono cominciati i problemi.
L’unico dato che differenzia le 2 epoche è il cambio della governance aziendale e, è inutile negarlo, da quel momento sono iniziati i problemi.
Parlando con il personale, abbiamo ricevuto una unanime lamentela rispetto alla gestione dello stesso, dovuta a molteplici fattori: clima non sereno che crea apprensione; promozioni e aumenti di livello senza il coinvolgimento delle forze sindacali e mai attraverso avvisi pubblici, che appaiono arbitrari e che spesso sembrano associati a criteri di affiliazione.
Insomma un disastro assoluto che poi, come accade in tutte le organizzazioni lavorative, si manifesta anche con indicatori tipici di malessere quali il tasso di assenza da malattia (triplicato in questi mesi) o di infortuni (idem).
Gli operai, in sostanza, si recano al lavoro spesso con angoscia (queste le parole utilizzate dagli stessi) e, vedendo che il sistema delle premialità viene gestito non sul merito del lavoro ma per altri fattori, svolgono il loro difficile lavoro sfiduciati.
Ci teniamo a chiarire il primo punto: massima solidarietà agli operatori ecologici e invitiamo anzi i sindacati interni ad agire sollecitamente per tutelarli.
Il secondo punto è l’abbattimento del numero degli operatori interinali, a supporto del servizio, che ha naturalmente provocato un peggioramento della raccolta.
La necessità del contenimento dei costi, utilizzata per avvalorare il taglio orizzontale di decine e decine di onesti lavoratori, non regge; si risparmia sul lavoro, (e quindi la raccolta dei rifiuti diventa disastrosa), mentre si sperperano centinaia di migliaia di euro nella gestione ordinaria:
Pensiamo all’appalto per l’acquisto urgente di 41 nuovi mezzi che si è svolto con urgenza e, in virtù dell’urgenza, in poco tempo, tanto da non permettere la risposta di più fornitori che avrebbero magari offerto prezzi concorrenziali; i pochi giorni dati per rispondere al bando hanno comportato una sola offerta con un ribasso di scarso il 3 % rispetto ai 3 milioni previsti; un ribasso che è da considerare ridicolo per qualsiasi bando pubblico realmente concorrenziale.
Ma non basta, acquistati i mezzi in fretta e furia, questi sono ancora parcheggiati (da mesi) e inutilizzati perché nel frattempo si stanno utilizzando mezzi presi con un contratto di noleggio di circa 500.000 euro annui che scadrà solo a metà luglio 2026; ma se ci si era impegnati già con un contratto di questo tipo, come si giustifica il bando pubblico di urgenza? C’era urgenza di comprarli a prezzo pieno per poi lasciarli buttati in un piazzale senza che siano stati neanche immatricolati?
Quindi costi duplicati a cui si aggiunge anche il recente pagamento di una ulteriore parcella legale per una tentata iniziativa di rescissione anticipata del contratto in essere, ovviamente respinta dall’aggiudicatario (non c’era bisogno di pagare un avvocato per prevederlo).
Se si volesse davvero risparmiare sulle spese, piuttosto che tagliare il personale e distruggere il servizio di raccolta, magari la società avrebbe potuto affidare i lavori di demolizione della vecchia sede (e il conseguente smaltimento del ferro in essa presente) adottando un prezziario aggiornato; invece si riceve (perché il ferro recuperato poi viene venduto dalla società incaricata della demolizione) meno del suo valore attuale (30 euro e non 100 come oggi viene valutato). Migliaia e migliaia di euro gettati dalla finestra anche in questo caso.
Insomma un disastro su molti fronti che poi ha, come naturale conseguenza, quello che vediamo dovunque: cumuli e cumuli di rifiuti dovunque.
Al Sindaco chiediamo di prendere atto di quanto sta accadendo e di adottare tutti i provvedimenti efficaci a lui spettanti, prima che il problema diventi irrisolvibile.
Lo facciamo ancora usando i mezzi tipici a disposizione dei Consiglieri Comunali (in questo caso la lettera a mezzo stampa), ma, e lo vogliamo dire oggi, se non vedremo miglioramenti concreti, siamo pronti a chiedere ai cittadini di caricare i propri in auto e di venire davanti la porta della sede dell’ASM, restando lì davanti fino a quando qualcuno dirà loro dove possano conferirli per essere smaltiti.
I Consiglieri Enrico Verini e Gianni Padovani