Ricostruzione, Tinari scrive a Fratoianni: ha aspettato 17 anni per venire a parlarci del progetto CASE

Anni di silenzio e oggi si chiedono le risposte e le soluzioni che si aveva il dovere di dare allora: una delle storture che accadono solo in politica

- La Redazione

Ricostruzione, Tinari scrive a Fratoianni: ha aspettato 17 anni per venire a parlarci del progetto CASE

L'AQUILA - Lettera aperta dell'assessore Roberto Tinari a Nicola Fratoianni, direttore di AVS, sulla ricostruzione dell'Aquila "e il tempo della politica". Di seguito il testo integrale della lettera.

“Gentile Direttore, Le affido queste righe nella speranza di dare voce a chi, a L'Aquila, assiste all'ennesima passerella elettorale sulla pelle dei cittadini. È servito il palcoscenico delle elezioni per farle ricordare la strada che porta all'Aquila, Onorevole Nicola Fratoianni.

Ha aspettato diciassette anni per venire qui a parlarci del Progetto CASE, delle nostre abitazioni e del nostro futuro. Addirittura, a promettere nuove case e a proporre interrogazioni parlamentari quando le risposte, a quelle stesse domande, avrebbe dovuto darle lei diciassette anni fa e non lo ha fatto.

Questa è una delle storture che accadono solo in politica: si chiedono oggi agli altri le risposte e le soluzioni che si aveva il dovere di dare allora. Era lei che doveva governare i processi e dare soluzioni, non altri.

Diciassette anni in cui la sua voce è stata un'assenza pesante e silenziosa per un popolo intero che ha sofferto, sperato, pianto e lottato nel fango della ricostruzione. Oggi lei viene qui a giudicare e a spiegarci cosa si sarebbe dovuto fare. Se oggi gli aquilani hanno comunque un tetto sopra la testa, se questa città è viva, lo si deve unicamente alla straordinaria resilienza di una comunità che non si è mai arresa, sostenuta da amministratori lungimiranti, presenti e costruttivi sul territorio.

Abbiamo lottato ogni singolo giorno per riprenderci la nostra dignità e la nostra quotidianità, senza aspettare altro. Fino a ieri Lei e i suoi alleati eravate semplicemente irraggiungibili, arroccati nei palazzi romani. Chi ci ha aiutato davvero lo abbiamo visto e lo vediamo sul campo, non nei talk show.

Ora, con una discreta "faccia tosta", venite puntuali a fare passerella e a impartire lezioni di ricostruzione urbanistica e di morale. Siete in ritardo di 17 anni, 3 mesi e 4 giorni. Ha forse dimenticato la narrazione finta e speculativa ai tempi del film Draquila, fatta sulla nostra pelle mentre eravamo ammassati nelle tende? Evidentemente sì.

Oggi siamo nelle nostre case. Se oggi ha il coraggio di criticare e giudicare chi dovreste solo ammirare e ringraziare per aver tenuto in piedi una comunità intera, sappia che c'era bisogno di voi diciassette anni fa non oggi per un pugno di voti. L'Aquila sa benissimo chi c'era e chi è sparito. Non accetta lezioni da chi si presenta solo a macerie rimosse e a tempo scaduto perché allora forse, anzi sicuramente, troppo occupato in altro.

Parlate dall'alto di privilegi garantiti a gente che ha sputato sangue per riavere un tetto. Ora che i palazzi sono di nuovo in piedi, i vostri consigli da padri del cattivo esempio non servono a nessuno. Siete irraggiungibili quando c'è da soffrire e fin troppo presenti quando c'è da raccogliere consensi.

Tenetevi le vostre promesse, le vostre interrogazioni tardive e tornate nei vostri vuoti palazzi romani. I nostri sono spalancati e aperti a tutti anche a Lei e dentro c'è vita. E le tende, quelle, le abbiamo rimosse da tempo, da soli”.