Ricostruzione post sisma a L'Aquila, per Romano mancano le risposte
"Mancano i provvedimenti attuativi nonostante le possibilità normative" aggiunge
2026-03-03T17:11:00+01:00 - Walter Cori
L'AQUILA - Ho richiesto un’urgente seconda commissione, insieme ai consiglieri comunali del Partito Democratico, per superare l’inerzia che si è creata nella ricostruzione post sisma: alle legittime lamentele dei cittadini che ancora non riescono a vedere ripristinate le proprie abitazioni continua a mancare la risposta delle istituzioni.
A 17 anni dal sisma del 2009 e a 10 anni da quello del Centro Italia, c’è bisogno di fornire un quadro aggiornato sullo stato dell’arte e sulle criticità applicative.
L’ordinanza, pronta all’adozione, del Commissario Straordinario alla Ricostruzione 2016/2017 Guido Castelli riconosce una tutela per i proprietari di abitazioni che, al 31 dicembre 2025, non avevano completato i lavori in addendum al Superbonus e che rischiavano di non vedere ripristinata l’agibilità delle unità immobiliari. Rappresenta un passo in avanti per evitare l’aggravarsi di una situazione ormai insostenibile.
La norma vigente consente oggi anche ai Responsabili degli Uffici Speciali della Ricostruzione di incrementare – al pari di quanto fatto da Castelli – il contributo per la ricostruzione privata del Sisma 2009 nei limiti delle risorse stanziate e riconosce espressamente come tale incremento trovi applicazione anche per le istanze presentate entro il termine del 31 dicembre 2025, fino a concorrenza del costo degli interventi rimasti a carico dei beneficiari a causa del mancato completamento delle opere interessate dall’esercizio delle opzioni Superbonus, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.
Purtroppo, nonostante questa possibilità normativa, mancano i provvedimenti attuativi: ad oggi nessun decreto congiunto tra USRA e USRC è stato adottato, lasciando senza risposte cittadini, tecnici e imprese su tempi, criteri di erogazione e parametri tecnici definitivi. Tale vuoto normativo e operativo blocca di fatto i cantieri già avviati e consegna migliaia di pratiche all’inerzia amministrativa.
Di più. Senza l’aggiornamento del decreto congiunto USRA e USRC n. 5 e senza fondi aggiuntivi per i cantieri, si è nell’impossibilità di colmare le differenze parametriche legate all’aumento dei costi dei materiali.
La differenza sostanziale tra i due crateri non è solo economica, ma politica e gestionale: mentre per il sisma 2016 si sono costruite reti di assistenza, procedure e regolazioni specifiche negli anni successivi, per il sisma 2009 mancano ancora linee guida applicative chiare e l’aggiornamento dei costi parametrici in funzione delle dinamiche del mercato edilizio.
Quanto tempo dovranno ancora aspettare i cittadini aquilani?
Non serve mettere il numero di telefono della politica sui social per mandare avanti la ricostruzione se la Giunta comunale resta immobile e silente nella traduzione in decreti aggiornati, criteri di calcolo definiti e iter semplificati che rappresenterebbero certezze per i cittadini aquilani.