Ricostruzione 2009 a L'Aquila: dopo la Commissione nessuna notizia.

Ora servono risposte concrete e nessuna disparità con il cratere 2016/2017

- La Redazione

Ricostruzione 2009 a L'Aquila: dopo la Commissione nessuna notizia.

L'AQUILA - A distanza di settimane dalla riunione della 1ª Commissione dedicata alla ricostruzione del sisma 2009, non si hanno ancora notizie sugli sviluppi annunciati né sui provvedimenti che gli Uffici Speciali stavano predisponendo per affrontare le criticità legate alla fine del Superbonus, all’insufficienza del costo parametrico e all’aggravio economico determinato dal continuo aumento dei prezzi dei materiali, aspetto che ad oggi non risulta adeguatamente considerato nei decreti in fase di elaborazione.


In quella sede era stato assunto l’impegno di riconvocare rapidamente la Commissione per illustrare nel dettaglio i testi in preparazione. Un passaggio che riteniamo oggi non più rinviabile.


È fondamentale comprendere quali strumenti si intendano mettere in campo per sostenere concretamente famiglie, professionisti e imprese del cratere 2009, che continuano a denunciare rallentamenti, cantieri bloccati e gravi difficoltà economiche.


Nel frattempo, per il cratere 2016/2017, la struttura commissariale guidata dal Commissario Guido Castelli ha approvato un’importante ordinanza speciale che mobilita oltre un miliardo e trecento milioni di euro attraverso contributi integrativi diretti, aggiornamenti dei quadri economici, un nuovo prezzario unico, un ulteriore aumento del costo parametrico — la terza indicizzazione dal 2022 — e misure finalizzate ad accelerare e rendere più efficiente la ricostruzione privata.


Le ordinanze, pubblicate inizialmente il 4 maggio, sono state successivamente ritirate per consentire l’acquisizione del parere della Corte dei Conti, ma resta evidente la volontà di intervenire in modo strutturale sul cratere 2016/2017.


Una scelta che conferma quanto da tempo sosteniamo: non possono esistere disparità di trattamento tra i due crateri.


Il terremoto del 2009 non può continuare ad essere considerato un sisma di “serie B”. Le famiglie aquilane e del cratere hanno gli stessi diritti di chi è stato colpito dagli eventi del 2016 e 2017, soprattutto oggi che la fine del Superbonus e il continuo incremento dei prezzi dei materiali rischiano di compromettere definitivamente il completamento della ricostruzione privata.


Per queste ragioni continuiamo a chiedere un decreto attuativo chiaro, omogeneo e realmente compensativo, capace di colmare il divario esistente tra il sisma 2009 e il sisma 2016/2017, sia sul piano delle risorse disponibili sia sul piano dell’indicizzazione dei costi e degli strumenti operativi.


Non a caso siamo i primi firmatari delle richieste di approfondimento su questi temi: Stefania Pezzopane ha promosso una specifica iniziativa sui rincari dei materiali che stanno mettendo seriamente a rischio la ricostruzione e che, ad oggi, non sembrano trovare adeguata risposta nei due decreti in uscita, mentre Paolo Romano ha posto con forza il tema degli effetti della fine del Superbonus sul cratere 2009.


La stessa Stefania Pezzopane aveva inoltre presentato un ordine del giorno sul tema, successivamente sospeso proprio su richiesta della maggioranza per attendere gli esiti del lavoro della 1ª Commissione. Per questo oggi è ancora più urgente che quel confronto riprenda immediatamente e produca risultati concreti.


La ricostruzione va completata fino in fondo, senza ritardi, senza ambiguità e senza cittadini di serie A e cittadini di serie B.


Stefania Pezzopane – Partito Democratico
Paolo Romano – L’Aquila Nuova C’è