Rete del gas, le domande a cui la maggioranza di Atri non risponde
Prospettiva Atri: "Vendere patrimonio senza un progetto significa scaricare sul futuro i problemi del presente"
2026-02-05T11:07:00+01:00 - La Redazione
ATRI - Dopo giorni di comunicati e risposte “istituzionali” sulla vendita della rete del gas, resta un dato evidente: alle domande vere non è stata data risposta. La prima è semplice:
- cosa farà Atri, concretamente, con questi 7 milioni di euro?
- Quali opere?
- Quali investimenti?
- Quali benefici per la città e le frazioni?
Negli atti, una risposta non c’è. Perché quei soldi servono soprattutto a sostenere il Piano di riequilibrio e a dimostrare alla Corte dei Conti che il Comune incasserà risorse nel breve periodo.
Seconda domanda:
- come viene raccontato l'aumento di valore della rete di 2,2 milioni di euro?
Si parla di “ricchezza creata”, ma la realtà è un’altra: il Comune ha rinunciato a 2,2 milioni di liquidità che il gestore doveva, trasformandoli in tubature. Non è stato creato nuovo valore: sono stati spostati soldi da una voce all’altra, per rendere più appetibile la vendita.
Terza domanda, altrettanto rilevante:
- perchè si parla di risparmi sulle manutenzioni, sapendo che per legge la manutenzione della rete è già a carico del gestore e non del comune?
- Di quale risparmio si sta parlando, allora?
Quarta domanda, che riguarda soprattutto le frazioni:
- chi garantirà gli investimenti nelle aree oggi non metanizzate quindi soprattutto nelle frazioni?
Nel contratto di vendita non esiste alcun obbligo per il privato a estendere la rete, e il Comune non ha nemmeno indicato all’ATEM le esigenze di metanizzazione del territorio.
Deciderà il mercato, non la comunità.
Queste sono le domande che contano. Ed è su queste che, ancora una volta, non arrivano risposte chiare.
I cittadini meritano trasparenza, non operazioni di immagine. Perché vendere patrimonio senza un progetto significa scaricare sul futuro i problemi del presente. - Prospettiva Atri -