Report di Openpolis: in Abruzzo una famiglia su due è monoreddito, Teramo terza con il 44,5%

L'allarme di Sinistra Italiana sul rischio di disuguaglianza economica e povertà educativa

- La Redazione

Report di Openpolis: in Abruzzo una famiglia su due è monoreddito, Teramo terza con il 44,5%

PESCARA - In Abruzzo quasi una famiglia su due con un bambino piccolo vive con un solo stipendio in casa. In questa cornice, la prima voce a essere tagliata nel bilancio famigliare è la vacanza, ma è a rischio anche l’aumento della povertà educativa. E’ quello che emerge dal report di Openpolis, “In Italia una famiglia su tre non può permettersi la vacanza” pubblicato oggi sulla base di dati Istat. “In un’economia familiare così fragile ai bambini vengono tolte occasioni di socialità e apprendimento fuori dalla scuola - avverte Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo -. È la trappola della povertà educativa: chi cresce senza esperienze culturali e ricreative parte già svantaggiato rispetto ai coetanei, e la disuguaglianza economica diventa disuguaglianza educativa".

In Abruzzo non esiste un solo Comune, tra quelli censiti da Openpolis, dove l’incidenza delle famiglie monoreddito con figli piccoli sia sotto la media nazionale storica del 21,7%, ossia quasi una famiglia su 5. La media regionale invece è al 43,2%, quasi una famiglia su 2. Nei quattro capoluoghi di provincia il quadro è netto. A Chieti il dato è al 50,1%, a Pescara al 47,8%, a Teramo al 44,5%, a L’Aquila al 43,7%. In alcuni casi, il dato peggiora tra il 2015 e il 2022: a Sulmona l’incidenza è salita di quasi 1,7 punti in sette anni, ad Atri di 1,2 punti, a Penne di oltre un punto, a Fossacesia e Casalbordino di quasi un punto.

Questi numeri si incastrano in una geografia nazionale precisa: un’altra elaborazione Openpolis mostra che l’83,8% dei comuni italiani dove si sommano alta incidenza di famiglie monoreddito con figli e redditi bassi si trova nel Mezzogiorno. L’Abruzzo non fa eccezione, è dentro quella mappa della fragilità.

“Qui non parliamo di un’emergenza, ma di una condizione strutturale che riguarda la maggioranza delle famiglie abruzzesi con bambini piccoli. E i dati dicono che in alcuni Comuni la situazione non sta migliorando, sta anzi peggiorando: significa che nessuna politica regionale ha davvero inciso su occupazione femminile, salari e servizi per l'infanzia”, avverte Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo.

“Il problema non è la mancanza di volontà delle famiglie di lavorare in due, ma l’assenza di alternative reali: pochi asili nido pubblici e a costi accessibili, occupazione femminile tra le più basse d’Italia, lavoro stagionale e precario che rende impossibile contare su due stipendi stabili tutto l’anno. Mentre la Regione racconta cantieri e turismo in crescita, la fotografia reale è quella di famiglie che rinunciano perfino a una settimana di vacanza per i propri figli: è la spia di un malessere sociale. Le vacanze non possono essere un lusso, perché sono occasioni di crescita culturale e socialità per i bambini e per i nuclei familiari. Servono investimenti veri su nidi gratuiti, stabilizzazione del lavoro femminile e servizi per l’infanzia, non l’ennesimo taglio del nastro”, incalza Licheri.

Questa condizione si innesta sul crollo del potere d’acquisto: stipendi erosi dal caro-vita e dall’aumento dell'addizionale Irpef. “A livello nazionale come AVS proponiamo lo SbloccaStipendi, la proposta di legge per adeguare gli stipendi all'inflazione reale”, ricorda Licheri.