Referendum, vince il NO tra capovolgimenti e sorprese sulla tendenza politica teramana
Sconfitte per il Sì a Silvi, Atri, Notaresco, Montorio e Giulianova, ma vince in Comuni a gestione centrosinistra come Alba e Valle Castellana. Teramo città "tiene"
- La Redazione
TERAMO - In attesa dei risultati definitivi, che dovrebbero arrivare in breve tempo e al netto delle sezioni che, ad ogni spoglio, si "intoppano" per ore non consentendo la proclamazione ufficiale se non a notte tarda, facciamo una panoramica sui risultati referendari nei comuni della provincia di Teramo, con i dati al momento disponibili e ufficiali.
Quel che emerge "a occhio e croce" è un certo capovolgimento sulle aspettative. Dove, infatti, si era denunciata una spiccata politicizzazione del referendum costituzionale, con una destra compatta per il Sì e un centrosinistra in linea di massima per il No, emerge con una certa evidenza un capovolgimento in base alle tendenze di governo di alcuni Comuni.
Diciamo che il No "tiene" a Teramo con il 53,18%, contro il 46,82% del Sì a scrutinio quasi concluso; è per il No anche la maggioranza dei comuni della Val Vibrata, fatti salvi Martinsicuro, Sant'Egidio, Civitella, Tortoreto. Vittoria a sorpresa per il Sì (con il 52,07% contro 47,93% del No) anche ad Alba Adriatica, a governo centrosinistra e a Valle Castellana (62,61% contro il 37,39%) di cui è sindaco il presidente della Provincia, e Castelli (il cui sindaco di centrosinistra si è recentemente dimesso e il Comune è commissariato).
Ma sorprese giungono anche dal fronte dei comuni a gestione centrodestra, in cui si dava per scontata la vittoria del Sì e che vedono, invece, un capovolgimento di tendenza, come Silvi, Atri, Notaresco e Montorio al Vomano. Vince il No anche a Giulianova con il 57,40% contro il 42,60% del Sì.
Se il segnale della estrema politicizzazione del referendum, sventolato nel corso della campagna referendaria, è stato un dato concreto con esposizione anche di primi cittadini, amministratori e professionisti vari, i risultati dovrebbero dare adito a una profonda riflessione, se non a qualche clamorosa dimissione (non solo da parte della politica); ma siamo in Italia, si sa, non si dimette mai nessuno. Gli italiani, però, hanno dimostrato di ragionare con la loro testa, al di là degli "ordini" di partito e di qualsivoglia scuderia. E' questo è il vero dato vincente.
In attesa della riflessione e dei risultati definitivi (mancano poche migliaia di sezioni nel Paese) però, il NO è al 53,82% e il SI al 46,18%.