Referendum, Marinelli: “La vittoria del NO ferma una riforma sbagliata"
"Sono felice per il contributo dell'Abruzzo" aggiunge il regionale del PD Abruzzo
- Walter Cori
TERAMO - “L’esito del referendum sulla giustizia, con la netta prevalenza del NO, consegna un messaggio politico inequivocabile: la Costituzione non si cambia a colpi di forzature e propaganda. Le italiane e gli italiani hanno risposto con una partecipazione davvero poderosa, che non si registrava da anni”, così il segretario regionale del PD Abruzzo Daniele Marinelli.
“Sono felice e soddisfatto del risultato, innanzitutto perché è un chiaro stop a una riforma pericolosa e sbagliata, che avrebbe meritato ben altro confronto nel Parlamento e nel Paese – sottolinea Marinelli - . Gli italiani hanno dimostrato che non ci stanno a farsi prendere per il naso, anche a fronte dei toni fuori misura della Presidente del Consiglio, secondo cui la vittoria del NO avrebbe significato liberare stupratori e criminali. Una propaganda inaccettabile che è stata respinta con forza. Il dato politico è chiaro: sono stati il Governo e la Meloni a politicizzare questo referendum, approvando la riforma senza permettere che nemmeno una virgola venisse modificata in Parlamento, trasformando la contesa in uno scontro e rivendicandola come parte del proprio programma elettorale. Ma i cittadini hanno risposto nel merito, con la sonora bocciatura a una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia e senza connessione con le priorità del Paese, in un momento in cui l’Italia è alle prese con questioni fondamentali come la guerra, i rincari, la sanità, il lavoro e l’economia in stallo, hanno costretto il Paese a discutere di una riforma che non avrebbe inciso sui problemi reali delle persone. Anche per questo il NO è stato così netto. Il Governo rifletta, su questa idea di spaccare e dividere le istituzioni e il Paese, su questo continuo tentativo di cercare alibi alla propria inerzia e sempre nuovi nemici: dell'opposizione, ai giornalisti, alla magistratura e sull'idea di lanciare sempre un nuovo fumogeno per cercare di distrarre l'attenzione dalle priorità del Paese e dei cittadini, che hanno alzato la voce.
Il dato della partecipazione, con quasi il 60 per cento dei votanti è un segnale politico chiaro: la domanda di democrazia è viva e forte. Anche l'Abruzzo ha parlato con chiarezza, con una netta vittoria del NO, dopo una mobilitazione ampia e consapevole in questi mesi, con uno straordinario lavoro dei comitati e di tutti i soggetti che hanno promosso il NO. Il mio ringraziamento affettuoso alle democratiche e ai democratici, che sono un pezzo importante, nella nostra regione e nel Paese, di questa vittoria storica. Sta a noi, alle forze politiche e alle istituzioni, raccogliere questo segnale e trasformarlo in ascolto, apertura e responsabilità. Perché partecipazione significa fiducia, e la fiducia si costruisce con scelte credibili, con trasparenza e con la capacità di dare risposte concrete ai bisogni delle persone e dei territori. Lo stop a questo scellerato progetto dice chiaramente che i cittadini contano e sono stanchi di essere presi in giro. Non poteva esserci miglior segnale per le sfide che ci aspettano”.