Referendum e diniego del voto ai fuorisede, la destra lo teme
Giovani Democratici contro Nazario Pagano: "Il compito della politica dovrebbe essere quello di allargare la partecipazione, non di restringerla"
2026-01-29T09:12:00+01:00 - La Redazione
PESCARA - “La bocciatura del voto fuorisede al Referendum Costituzionale del 22 e 23 Marzo 2026 da parte della maggioranza di governo è un fatto grave che limita la partecipazione democratica di milioni di studentesse, studenti e lavoratrici e lavoratori” affermano i Giovani Democratici dell’Abruzzo.
“Il Presidente della Commissione Affari Costituzionali che ha respinto gli emendamenti, l’onorevole abruzzese Nazario Pagano, incarna perfettamente il volto della destra che governa oggi il Paese, l’Abruzzo e Pescara: una destra che teme il voto libero, soprattutto quello delle giovani generazioni, e che preferisce complicare l’accesso alle urne invece di facilitarlo” attacca il segretario regionale dei GD Saverio Gileno.
“In un periodo segnato da un astensionismo crescente, il compito della politica dovrebbe essere quello di allargare la partecipazione, non di restringerla. Ostacolare il voto fuorisede significa colpire chi studia, lavora e si forma lontano da casa, oltre 58mila abruzzesi, ed è una scelta che rivela una chiara paura del giudizio democratico (dovuta anche da ciò che emerge unanimementeda tutti i sodaggi: il crollo dei sì e la rapida risalita dei no), affiancata dalla volontà di cambiare la Costituzione per minare l’autonomia della Magistratura con la Riforma che sarà oggetto di referendum” continua Francesco Balassone, segretario provinciale GD dell’Aquila e responsabile dell’organizzazione per il Referendum Costituzionale.
“Come studente fuorisede a Milano, insieme a decine di migliaia di altri abruzzesi, sarò costretto a prendere un volo o un treno per tornare a casa ed esercitare il mio diritto e dovere di cittadino. Diritto che diventa privilegio se per esercitarlo bisogna affrontare i costi dei mezzi pubblici alle stelle e modificare gli impegni lavorativi o accademici, possibilità che in molti non hanno - conclude Leonardo Quaglia, della Segreteria provinciale di Pescara dei GD -. Serve approvare subito, in Parlamento e in Consiglio Regionale la proposta per rendere un diritto sempre consentito il voto fuorisede, oltretutto pratica già sperimentata e altamente fattibile”. - Ufficio Stampa -