Quarto lotto “Teramo-Mare”: gli impatti ambientali su Zona di Conservazione integrale del Fiume Tordino
Il WWF Abruzzo invia osservazioni al MASE e al MiC
- La Redazione
TERAMO - In data 16 giugno, il WWF Abruzzo ha inviato le proprie osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e al Ministero della Cultura (MiC) in merito all’ultima versione del progetto ANAS di realizzazione del quarto lotto della tratta stradale “Teramo-Mare”, variante alla S.S. 80 dalla A14 (Mosciano S. Angelo) alla SS16 (Giulianova), nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in corso.
Nelle osservazioni, il WWF Abruzzo sottolinea che, anche a valle dei correttivi al progetto iniziale adottati da ANAS a seguito delle decine di osservazioni pervenute a partire dal 2022 da cittadini e associazioni, permangono gravi criticità dal punto di vista degli impatti ambientali del progetto.
In particolare, l’Associazione sottolinea l’incompatibilità del progetto con la tutela di una Zona “A1”, cioè di conservazione integrale, dell’ambito “Costa Teramana”, indicata nel Piano Paesistico Regionale (PPR) vigente della Regione Abruzzo: l’ultimo tratto della variante, denominato “asse principale 2” nei documenti progettuali, intercetterebbe infatti tale zona per ampia parte del suo percorso, per di più con delle porzioni di tracciato in rilevato che costituirebbero ulteriori elementi di frammentazione ambientale in un contesto paesaggistico già modificato, incrementando il consumo di suolo e rischiando di alterare gli equilibri idrogeologici.
Come noto, il paesaggio rappresenta un bene comune tutelato in massimo grado dall’ordinamento italiano, a partire dalla Costituzione della Repubblica che ne disciplina la tutela all’art. 9, insieme alla biodiversità e agli ecosistemi, al fine di preservane il più possibile l’integrità a beneficio delle future generazioni. Il progetto presentato da ANAS, seppur con migliorie rispetto alla versione originaria, continua a rappresentare un notevole vulnus per il paesaggio del basso Fiume Tordino, che non trova alcuna base di legittimità.
Il WWF Abruzzo ha inoltre rimarcato come il tracciato modificato dell’“asse 2” continui ad intercettare anche la fascia di rispetto di 150 metri intorno Fiume Tordino, prescritta dall’art. 142, comma 1, lett. c), del D.lgs. 42/2004.
L’Associazione sottolinea infine come il progetto sia ambientalmente dannoso anche nella prima parte del tracciato (denominata “asse principale 1” nei documenti progettuali), nella zona di Coste Lanciano, dove è prevista la tombatura di alcuni specchi d’acqua presenti, con trasferimento della fauna locale in laghetti limitrofi, non meglio specificati. Oltre al danno immediato sugli ecosistemi degli specchi d’acqua che verrebbero tombati, si rischierebbero alterazioni degli equilibri ecologici anche negli specchi d’acqua riceventi, potenzialmente anche molto significative, come spesso accade quando le traslocazioni di specie selvatiche, sia floristiche che faunistiche, non vengono scrupolosamente valutate in fase preliminare secondo i protocolli standard fissati dalla comunità scientifica internazionale.
Il WWF Abruzzo continuerà a vigilare su questo progetto, operando affinché non si producano ulteriori danni sugli ecosistemi naturali abruzzesi, già profondamente intaccati da un crescente consumo di suolo e dagli effetti avversi del cambiamento climatico che noi tutti sperimentiamo.