Quando il cuore parla con tutto il corpo, confronto a Giulianova tra specialisti e medici di base
Alle Giornate Adriatiche di Scienze Mediche i temi che stanno cambiando il modo di curare il cuore
- La Redazione
TERAMO - Se è vero che nessun uomo è un'isola, è altrettanto vero che il cuore non è un'isola all'interno dell'uomo. È un organo che dialoga continuamente con i muscoli, il fegato, gli ormoni, il sonno e persino con le emozioni. Da questa consapevolezza nasce il filo conduttore delle Giornate Adriatiche di Scienze Mediche, in programma sabato 23 maggio 2026 al Grand Hotel Don Juan di Giulianova (Teramo). Una giornata di confronto tra specialisti e medici di famiglia, organizzata dalla SISMED – Società Italiana Scienze Mediche, sotto l'Alto Patrocinio della Regione Abruzzo e con il sostegno della Provincia di Teramo, della Città di Giulianova, dell'ASL Teramo, dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Teramo, di FIMMG Teramo, SNAMI e SUMAI Assoprof. L'evento è accreditato con 9 crediti ECM. Alla presidenza Gabriele Catena, con la responsabilità scientifica di Lara Di Diodoro. In apertura sono previsti i saluti istituzionali del Dott. Maurizio Di Giosia, Direttore Generale dell'ASL Teramo, e del Dott. Francesco Delle Monache, Direttore Sanitario dell'ASL Teramo.
"Per troppo tempo abbiamo curato il cuore come se fosse separato dal resto del corpo - spiega Gabriele Catena, presidente del congresso -. Oggi le evidenze ci impongono un cambio di paradigma: il rischio cardiovascolare si costruisce nei muscoli, nel fegato, nel sonno, nel modo in cui invecchiamo. Le Giornate Adriatiche nascono proprio per far dialogare specialisti diversi attorno al paziente reale, che non è mai un paziente 'solo cardiologico'".
Tra i molti temi all'ordine del giorno, quattro meritano di uscire dalle sale congressuali per arrivare al grande pubblico, perché toccano la vita di milioni di italiani.
I muscoli che non fanno ammalare il cuore. Per anni la sarcopenia – la perdita progressiva di massa e forza muscolare con l'età – è stata considerata un problema ortopedico o geriatrico. Oggi sappiamo che è molto di più: i muscoli producono molecole, le miochine, che proteggono i vasi e regolano il metabolismo. Quando il muscolo si riduce, il rischio cardiovascolare aumenta in modo indipendente da pressione, colesterolo e diabete. Significa che mantenere la massa muscolare con l'attività fisica e una nutrizione adeguata non è solo questione di autonomia, ma una vera strategia di prevenzione cardiologica. Allo stesso modo, distinguere un dolore muscolare benigno da una mialgia da statine o da una malattia reumatologica diventa cruciale per non interrompere terapie salvavita.
Obesità: tutte le armi, finalmente insieme. L'idea che basti "mangiare meno e muoversi di più" ha lasciato dietro di sé decenni di fallimenti terapeutici e sensi di colpa ingiustificati. L'obesità è una malattia cronica complessa – l'Italia è stata il primo Paese europeo a riconoscerla per legge come tale – con basi neuroendocrine e metaboliche. Oggi disponiamo di un arsenale che fino a pochi anni fa era impensabile: alimentazione personalizzata, programmi strutturati di attività fisica e una nuova generazione di farmaci – gli agonisti del GLP-1 e le terapie duali GLP-1/GIP come la tirzepatide – capaci non solo di ridurre il peso, ma di abbassare in modo significativo il rischio di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare. La parola d'ordine è integrazione: nessuno strumento da solo, tutti insieme.
Non si deve morire di sport. Ogni anno decine di giovani perdono la vita durante l'attività sportiva per cause cardiache spesso prevedibili. La medicina dello sport ha fatto passi enormi: protocolli di certificazione più accurati, lettura dell'elettrocardiogramma calibrata sull'età e sulla disciplina, identificazione precoce di aritmie pericolose, linee guida COCIS aggiornate. Il messaggio è doppio: lo sport resta uno dei migliori farmaci che esistano, ma va praticato dopo una valutazione seria, anche nell'attività amatoriale. La certificazione non agonistica non è un timbro burocratico: è uno screening che salva vite.
Cervelli artificiali per scelte reali. L'intelligenza artificiale è già entrata negli ambulatori, spesso in punta di piedi. Aiuta a leggere immagini diagnostiche, a stratificare il rischio, a suggerire percorsi terapeutici personalizzati. Non sostituirà il medico, ma può restituirgli ciò che gli manca di più: tempo da dedicare al paziente. La sfida, su cui i clinici si confronteranno a Giulianova, è governarla con criterio, integrandola nella pratica quotidiana senza rinunciare al giudizio clinico e alla relazione umana.
"La forza di questo congresso – sottolinea Lara Di Diodoro, responsabile scientifica – è di non separare mai la scienza dalla pratica. Ogni sessione è costruita perché un medico, il lunedì mattina, possa portare in ambulatorio qualcosa di concreto: un criterio decisionale, un'evidenza aggiornata, uno strumento in più per il paziente fragile o complesso che ha davanti".
Cinque sessioni scientifiche, oltre quaranta tra relatori e moderatori, una giornata costruita per parlare di medicina vera, quella che si fa al letto del paziente. Le Giornate Adriatiche tornano a Giulianova con l'ambizione di sempre: tradurre la ricerca in pratica clinica, e la pratica clinica in salute per le persone.
Partecipazione: gratuita, previa iscrizione
Accreditamento ECM: Evento n. 3292 478969 (9 crediti)
Sito internet SISMED: www.sismed-it.com
Programma e iscrizioni: www.sismed-it.com/giornate-adriatiche-scienze-mediche-2026
SISMED ETS – Società Italiana Scienze Mediche è un'associazione medico-scientifica multidisciplinare, Ente del Terzo Settore, Provider Standard ECM (Agenas), iscritta al registro delle Associazioni Scientifiche del Ministero della Salute e membro associato della World Heart Federation.