Psichiatria Giulianova, FdI: il trasferimento garantisce servizi e competenze

Rossi e Orfanelli: chi grida allo smantellamento prima ancora di distinguere tra chiusura e riorganizzazione è poco credibile

- La Redazione

Psichiatria Giulianova, FdI: il trasferimento garantisce servizi e competenze

GIULIANOVA - I comunicati diffusi in questi giorni descrivono il trasferimento dello SPDC come l’ennesimo atto di smantellamento dell’ospedale di Giulianova e ci accusano di un presunto “silenzio complice”. È una rappresentazione che confonde volutamente piani diversi per generare confusione tra i cittadini. Lo SPDC, cioè il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura destinato ai ricoveri nelle fasi acute, viene riallocato presso l’ospedale Mazzini di Teramo. La decisione, come chiarito dal direttore generale dell’ASL, dott. Maurizio Di Giosia, rientra nella riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale. Giulianova è un ospedale spoke, classificato come presidio di base sede di Pronto soccorso. Teramo è il presidio hub della provincia, dotato di DEA di primo livello e delle specialità necessarie per affrontare in maniera integrata le emergenze.

È questa la ragione per cui lo SPDC per acuti viene collocato al Mazzini: garantire ai pazienti, nelle situazioni più complesse, un maggior numero di specialità, tecnologie e competenze. Così prevede la normativa in materia: in conformità a quanto disposto dal DM 70/2015, il Piano dell’assistenza territoriale della Regione Abruzzo, approvato con Deliberazione della Giunta regionale n. 773/2022, stabilisce che i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura siano collocati almeno nei presidi ospedalieri di primo livello, dotati di DEA di primo livello, così da garantire tutte le competenze necessarie a un approccio multidisciplinare. A ciò si aggiunge un elemento concreto: gli spazi attualmente utilizzati dallo SPDC a Giulianova necessitano di lavori di ristrutturazione.

Il trasferimento del reparto per acuti non equivale, dunque, alla cancellazione della Psichiatria dal territorio. Nel nosocomio giuliese continuano a operare il Centro di salute mentale, il Centro diurno nell’ex Istituto Gualandi e il Centro Alzheimer di bivio Bellocchio. L’ASL ha inoltre annunciato il rafforzamento delle attività territoriali e dei percorsi destinati alla fase successiva al ricovero. La realizzazione, a Giulianova, di una struttura dedicata alla riabilitazione psichiatrica post-acuzie, finora assente nella provincia di Teramo, rappresenterebbe un passo concreto per colmare una carenza che si trascina da anni. Risponde a un’esigenza reale delle famiglie e dei pazienti che, proprio per la mancanza di un servizio di questo tipo sul territorio, sono stati spesso costretti a rivolgersi a strutture fuori regione, in una fase del percorso terapeutico nella quale la vicinanza ai propri affetti è particolarmente importante.

Questi impegni dovranno essere verificati con attenzione. Occorrerà controllare i tempi dei lavori, l’organizzazione del personale e la concreta attivazione dei servizi annunciati. È ciò che FAREMO!!! Ma proprio per questo appare poco credibile chi oggi grida allo smantellamento prima ancora di distinguere tra la chiusura di un servizio e una riorganizzazione della rete.

Negli anni passati l’ospedale di Giulianova ha conosciuto ridimensionamenti reali, perdite di funzioni e scelte che hanno inciso in maniera molto più profonda sul presidio cittadino. In quelle occasioni non sempre si sono registrate prese di posizione altrettanto nette. Non sempre chi oggi evoca scenari drammatici ha mostrato la stessa indignazione. Non sempre si è avvertita la stessa urgenza di difendere l’ospedale e il territorio. Oggi, invece, persino un intervento di ristrutturazione e la riallocazione dello SPDC per acuti vengono presentati come la prova definitiva di un disegno di abbandono della città. Questa diversa misura di giudizio non può passare inosservata. Non si può restare silenziosi quando vengono sottratte funzioni importanti e poi alzare improvvisamente i toni quando una riorganizzazione offre l’occasione per una polemica politica. La tutela dell’ospedale non può essere esercitata a corrente alternata. Richiede la stessa attenzione ieri come oggi, la stessa fermezza davanti alle decisioni realmente penalizzanti e la capacità di non confondere i cittadini quando il quadro è diverso.

Fratelli d’Italia non sottovaluta il trasferimento dello SPDC e seguirà ogni passaggio con attenzione. Ma non accetta che venga raccontata una cancellazione della Psichiatria da Giulianova, perché non è questo ciò che sta avvenendo. Nessuna delega in bianco alla ASL, quindi. Ma neppure la disponibilità ad assecondare ricostruzioni strumentali che ignorano le motivazioni illustrate dalla direzione generale e dimenticano, con sorprendente facilità, ciò che è accaduto negli anni passati. - Marilena Rossi Consigliera regionale e presidente provinciale Fratelli d’Italia; Marialuigia Orfanelli Consigliera comunale e coordinatrice Fratelli d’Italia Giulianova -