Protezione civile Abruzzo in stato di agitazione, assunzioni insufficienti e straordinari non pagati
Si è tenuta questa mattina l’assemblea del personale dell’Agenzia regionale di Protezione Civile
- La Redazione
PESCARA - Si è tenuta questa mattina l’assemblea del personale dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, convocata per fare il punto sulla situazione dell’organico, sul nuovo Piano dei fabbisogni e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti.
Dall’assemblea è emersa forte preoccupazione per una situazione che, nonostante gli impegni assunti dalla Regione in sede di Commissione di Vigilanza, resta sostanzialmente irrisolta.
Il Piano del fabbisogno del personale prevede infatti, nell’intero triennio, 2 nuove assunzioni, 1 stabilizzazione e 2 verticalizzazioni: numeri del tutto insufficienti rispetto alla drammatica carenza di organico dell’Agenzia che è potenziale a compromettere l’efficacia della risposta all’emergenze.
Le difficoltà che si sarebbero potute incontrare nella campagna AIB, infatti, furono già segnalate, da questa O.S., nella nota inviata alla Commissione vigilanza del marzo scorso.
Per affrontare realmente il problema servono maggiori risorse strutturali e, parallelamente, una modifica normativa che consenta all’Agenzia di ampliare concretamente la propria capacità assunzionale.
La situazione attuale rischia di compromettere l’efficienza complessiva dell’Agenzia e la sua capacità di risposta alle emergenze, che anche negli ultimi mesi si sono susseguite con particolare intensità.
A rendere ancora più grave il quadro è la situazione del personale che, anche attraverso un forte sacrificio individuale, ha garantito l’apertura e l’operatività della Sala Operativa nei periodi di emergenza.
I lavoratori lamentano infatti il mancato pagamento degli straordinari relativi alla campagna AIB 2025 e alla campagna AIB 2026, con un ritardo che ormai assume carattere strutturale e che, per parte delle prestazioni, supera abbondantemente l’anno.
L’assemblea ha inoltre espresso forte preoccupazione per la tendenza dell’Amministrazione a rispondere alla carenza strutturale di personale attraverso misure che non affrontano il problema alla radice: da una parte interventi inutilmente penalizzanti, come la riduzione del lavoro agile, dall’altra un ricorso sempre più ampio al lavoro straordinario, che peraltro continua a essere liquidato con ritardi inaccettabili.
Non si può pensare di garantire stabilmente il funzionamento di una struttura strategica come la Protezione Civile chiedendo ai lavoratori di supplire indefinitamente alla mancanza di personale.
Per queste ragioni l’assemblea ha deciso di aggiornarsi nei prossimi giorni, alla luce delle interlocuzioni che si svolgeranno con la parte pubblica, per valutare l’apertura formale dello stato di agitazione e l’eventuale indizione dello sciopero del personale dipendente dell’Agenzia.
La FP CGIL Abruzzo Molise continuerà a chiedere risposte concrete su organico, risorse e condizioni di lavoro. La Protezione Civile non può essere chiamata a garantire risposte sempre più complesse alle emergenze senza essere messa nelle condizioni organizzative ed economiche per farlo.
Il Segretario Generale
Fp Cgil Abruzzo Molise
Luca Fusari