Prospettiva Atri: 1.566 bollette non pagate nei tempi dal Comune
Il gruppo consiliare: si pretende puntualità dai cittadini, ma oltre 62mila euro in più ricadono sugli atriani
- La Redazione
ATRI - Nel Consiglio comunale del 30 aprile è emersa una vicenda che merita piena chiarezza davanti alla città: il contenzioso tra il Comune di Atri e Banca Farmafactoring S.p.A. / BFF, relativo a fatture per utenze e servizi comunali non pagate nei tempi ordinari. Dagli atti discussi in Consiglio risulta che la vicenda riguarda 1.566 fatture, originariamente riferibili a fornitori come Telecom Italia, Eni, Hera Comm, Gala e Olivetti, per un importo inizialmente richiesto di oltre 247 mila euro. Il punto più grave, tuttavia, è un altro: a causa dei ritardi nei pagamenti, il Tribunale ha condannato il Comune a pagare ulteriori 62.640 euro, pari a 40 euro per ciascuna fattura. “Non parliamo di soldi destinati a strade, scuole, impianti sportivi o servizi ai cittadini - dichiara Prospettiva Atri -. Parliamo di risorse che escono dalle casse comunali perché quelle fatture non sono state gestite e saldate nei tempi corretti”.
Secondo quanto emerso, il Comune ha ricevuto atti di ingiunzione o comunque formali richieste di pagamento, con aggravio di spese e costi per i cittadini atriani. L’Ente si è poi opposto, nominando un legale, con ulteriori costi a carico del Comune per le relative competenze professionali. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo per il pagamento degli importi dovuti per le utenze, ma non sulle somme richieste per il ritardato pagamento. Il risultato è che il Tribunale ha dichiarato cessata la materia del contendere sugli importi delle bollette, ma ha condannato il Comune al pagamento di oltre 62 mila euro per i ritardi.
“Questa non è normale amministrazione. È il segnale di un metodo che non funziona - prosegue Prospettiva Atri -. Prima il Comune non paga nei tempi, poi arrivano atti formali e contenziosi, poi si nomina un avvocato, poi si raggiunge un accordo parziale, e alla fine restano costi aggiuntivi che pagano sempre gli stessi: i cittadini”.
In sede di voto, Prospettiva Atri si è astenuta. Non ha votato contro perché, davanti a una sentenza, il riconoscimento del debito fuori bilancio è un atto dovuto. Tuttavia, il gruppo ha contestato con forza la gestione politica e amministrativa che ha prodotto questa situazione, richiamando anche il possibile profilo di danno erariale: “Una cosa è prendere atto di una sentenza. Altra cosa è far finta che oltre 62 mila euro di costi per ritardi nei pagamenti siano normali”.
Prospettiva Atri chiarisce inoltre un punto essenziale: “Qui nessuno giustifica chi non paga. Le tasse, le tariffe e le bollette vanno pagate. Ma proprio per questo non accettiamo che questa maggioranza continui a fare la morale agli atriani e a scaricare sui cittadini la responsabilità del disavanzo, senza riconoscere le proprie responsabilità politiche e gestionali”.
Secondo i dati discussi in sede di rendiconto, la riscossione volontaria ad Atri supera l’87%. Un dato che dimostra come la grande maggioranza degli atriani provi a fare il proprio dovere: “Certo, chi non paga per scelta va perseguito. Ma c’è anche chi fa fatica davvero: famiglie, pensionati, commercianti e piccole imprese. Non si può mettere tutto nello stesso calderone per coprire anni di mancati controlli, ritardi, crediti lasciati crescere, cartelle gonfiate da interessi e una gestione finanziaria arrivata al piano di riequilibrio”.
Prospettiva Atri richiama anche le dichiarazioni del Sindaco sulle riscossioni coattive: “Il Sindaco ha annunciato riscossioni senza indugi e senza guardare in faccia nessuno. Bene: chi deve pagare, paghi. Ma allora lo stesso rigore deve valere anche per chi ha amministrato. Chi pretende puntualità dai cittadini deve essere il primo a dimostrare puntualità nella gestione del Comune. Il disavanzo non nasce dal nulla. Nasce anche da questo modo di amministrare: fatture non pagate nei tempi, controlli mancati, crediti lasciati crescere, contenziosi, debiti fuori bilancio e costi aggiuntivi che alla fine ricadono sull’intera comunità. È lo stesso metodo che oggi paralizza la città e che viene fatto pagare agli atriani”.
“Gli atriani non possono più essere usati come capro espiatorio - conclude Prospettiva Atri -. Un’Amministrazione seria deve dare l’esempio. Non può fare la voce grossa con i cittadini e poi amministrare rincorrendo bollette, decreti, contenziosi e debiti fuori bilancio”. - Prospettiva Atri -